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BDV CONFLUISCE IN ALTERNATIVA VERDE

di biodiversitaverde (29/06/2009 - 08:22)

Il gruppo che ha animato fino ad oggi BioDiversitaVerde ha unanimemente deciso di confluire nel progetto denominato AV Alternativa Verde .
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno seguiti e diamo loro appuntamento a questi nuovi siti :
 

www.alternativaverde.altervista.org
 
http://alterverde.blogspot.com
 
Grazie e a presto!
BDV (Bio Diversità Verde)
 

Facciamo fallire i referendum elettorali

di biodiversitaverde (28/05/2009 - 11:07)

A P P E L L O
FACCIAMO FALLIRE IL REFERENDUM SULLE ELEZIONI
di ***

Il 21 giugno saremo chiamati a votare, ancora una volta, su referendum elettorali. Certo, condividiamo il diffuso giudizio negativo sulle leggi vigenti per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Queste leggi espropriano le elettrici e gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Oggi non sono gli elettori e le elettrici a scegliere i parlamentari, questi sono nominati dai capi-partito.
L'attuale sistema elettorale andrebbe trasformato radicalmente, per assicurare alle Assemblee elettive il pluralismo delle forze politiche e la massima rappresentatività del popolo italiano.
A tutt'altro, invece, mirano i quesiti del referendum del 21 giugno, che non riguardano il sistema delle liste bloccate e dunque le confermano. Il vero risultato giuridico del referendum sarebbe quello di consegnare il paese al solo partito che avesse un voto in più di ciascun altro, attribuendogli più della maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento: con appena il 30 per cento o il 20 per cento dei voti avrebbe il 54per cento dei seggi alla Camera. Inoltre dal Senato sarebbero escluse tutte le liste che non raggiungessero l'8 per cento.
Con la vittoria dei sì, si avrebbero un premio di maggioranza e una soglia di sbarramento enormi, senza precedenti nella storia istituzionale italiana e in quella di ogni paese civile.
Con tre quesiti, che modificano ben 67 punti delle due leggi elettorali, oscuri nella formulazione ma chiari nella finalità di manipolare il sistema di voto, si vuole imporre il bipartitismo coatto, al di là dell'effettiva volontà dei cittadini.
Con la vittoria dei sì, si impedirebbe qualsiasi ulteriore riforma elettorale.
Con la vittoria dei sì, sarebbe confermato un sistema che trasforma una minoranza elettorale in stragrande maggioranza parlamentare (tale da poter agevolmente cambiare la Costituzione a suo piacimento), e che ingigantisce il potere del capo di tale arbitraria maggioranza.
Un siffatto sistema elettorale viola la Costituzione, e deve essere rifiutato: il referendum deve fallire, attraverso la non partecipazione al voto o il rifiuto della scheda, per impedire la cancellazione della democrazia parlamentare e per rendere possibile una riforma elettorale che restituisca la parola ai/alle cittadini/e.
Per adesioni scrivere all'indirizzo: fs.russo@tiscali.it

*** Associazione No al referendum elettorale: Gianni Ferrara, Pietro Adami, Cesare, Gaetano Azzariti, Francesco Bilancia, Claudio De Fiores, Tommaso Fulfaro, Domenico Gallo, Orazio Licandro, Enzo Marzo, Mario Montefusco, Francesco Pardi, Alba Paolini, Gianluigi Pegolo, Pino Quartana, Franco Russo, Giovanni Russo-Spena, Cesare Salvi, Lorenza Carlassare, Mario Dogliani, Roberto La Macchia, Mattia Stella, Massimo Villone, Paola Massocci, Domenico Giuliva, Andrea Aiazzi, Bruno Mastellone, Sergio Pastore, Luigi Galloni

SINISTRA E LIBERTA', UN ERRORE BENEFICO

di biodiversitaverde (07/04/2009 - 13:49)

Alcuni amici ci hanno chiesto cosa ne pensassimo dei recenti sviluppi del quadro politico nazionale, in particolare della confluenza dei Verdi dentro "Sinistra e Libertà".
Senza tanti giri di parole, pensiamo che Sinistra e Libertà sia l'ennesimo, incomprensibile, stolido errore di un gruppo dirigente, quello dei Verdi, che oramai non ha più alcun progetto politico e campa alla giornata, preso da una frenesia accecante. Per salvare la poltrona di qualcuno... di essi.
Nessuno capisce quale senso abbia e quale scopo rappresenti quell'iniziativa politica, perché un elettore più moderato non dovrebbe votare il Partito Democratico che con Franceschini è assai più decoroso che con Veltrusconi, e perché uno più radicale non dovrebbe preferire l'Italia dei Valori o la riunificazione di Rifondazione-Pdci-Socialismo2000-Consumatori con Ferrero molto più serio e tosto dell'approssimativo Vendola (solito stile superficiale alla Pecoraro)?
Anche un bambino lo capirebbe, ma in Via Salandra - ormai impermeabili a qualunque stimolo della base - perseverano con la riedizione, in sedicesimo, della sfigatissima Sinistra Arcobaleno. Ma come si usa dire nella saggezza popolare: nulla viene mai per nuocere.
Dalla quasi certa scomparsa della delegazione dei Verdi italiani al Parlamento europeo, dopo quella nel Parlamento italiano, può scaturire una grande opportunità. Mettere in mora quel gruppo dirigente che da anni procura sconfitte e umiliazioni una dietro l'altra. Anche se forse, quando non c'è più "trippa per gatti", sarà la selezione darwiniana a risolvere il problema.
Dopodiché le persone più lungimiranti e disinteressate potranno rimboccarsi le maniche a avviare la ricostruzione del movimento degli ecologisti italiani, un movimento che deve costituire una vera alternativa culturale e programmatica ai partiti tradizionali, tanto di destra che di sinistra. Individuare una decina di battaglie-chiave (politica dei rifiuti incentrata sulla differenziata e non sugli inceneritori, no alle multiutility su acqua e energia, mobilità a bassa velocità e basso impatto, trasporti e sanità pubblici, stili di vita improntati alla sobrietà, legislazioni urbanistiche e ambientali molto rigorose, incremento del turismo sostenibile, difesa delle biodiversità e di ogni area verde, sostegno alla piccola imprenditoria agricola e artigiana, riduzione dell'orario di lavoro, eliminazione della Legge Biagi, estensione della democrazia partecipata o diretta, regimi fiscali anti "dumping" per merci provenienti da Paesi privi di tutele ambientali e sociali, iniziative di contrasto alla globalizzazione a partire dai mercati finanziari, etc etc).
Sui punti cardine cercare consenso principalmente fra i delusi della politica e alleanze a 360 gradi, anche se realisticamente sarà più probabile (ma non scontato) trovarle con forze di centro-sinistra.
I Verdi hanno un senso se sono e appaiono diversi dagli altri partiti,  altrimenti cade la loro stessa ragione sociale e vengono marginalizzati o pian piano scompaiono. Cosa che sta accadendo in Italia e noi si teme accadrà definitivamente a giugno. Non amiamo affatto fare quello che aspetta il cadavere in fondo al fiume, ma neppure la scimmia che non sente / non vede / non parla.
Si può perdere delle elezioni senza perdere l'anima e la faccia. Ecco perché - a nostro avviso - invece di affannarsi a elucubrare alchimie su come superare il fatidico 4%, avremmo dovuto semplicemente presentare agli italiani il nostro simbolo e le nostre idee, dando conto del bilancio dei nostri due bravi europarlamentari. Oppure tirarci fuori, proprio per non tirare giù il bandone logorati e sviliti. Lo capite che da un'altra Caporetto come quella della Sinistra Arcobaleno non ci si rialza più... E' stando fuori a testa alta dalle assemblee elettive che altri Verdi, in diversi Paesi, hanno saputo rigenerare la classe politica, mettere a fuoco gli obiettivi, recuperare credibilità e tornare davvero UTILI ALLA CAUSA.
Pertanto nessun anatema su Sinistra e Libertà, in attesa degli esiti del salutare errore!!!

BDV   Bio Diversità Verde

I VERDI E LE LISTE GRILLO

di biodiversitaverde (11/03/2009 - 09:31)

Abbiamo preso parte Domenica scorsa, l’8 marzo, alla sessione mattutina del I incontro nazionale delle Liste Civiche a 5 stelle promosse da Beppe Grillo. Diamo conto delle impressioni ricevute dal clima e dagli interventi ascoltati.
Intanto una nota numerica, il Saschall, ex Teatro Tenda, di Firenze era pieno
come un uovo. Dentro verosimilmente c'erano stipate circa tremila persone, fuori qualche centinaio ascoltavano da un altoparlante.
Ha introdotto Beppe presentando la "Carta di Firenze", dodici punti elaborati dai Meetup di tutta Italia in questi mesi. Ha incentrato il suo intervento sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ridotto potere decisionale delle assemblee elette a scapito degli esecutivi, tanto a livello nazionale che europeo. Di contro la speranza in un recupero di ruolo e forza per incidere veramente nelle dinamiche istituzionali non può che ripartire dal primo Ente a contatto con la comunità, ovvero i Municipi. Ecco perché tutti gli sforzi delle persone di buona volontà, animate dalla voglia di adoperarsi per cambiare registro, devono partire da lì, a cominciare dalle prossime elezioni amministrative di giugno. Eleggere cittadini che sappiano essere come la pulce di Trilussa, capace di ingrippare il meccanismo invalso.

Notevoli poi, per spessore e capacità di analisi, gli interventi di Maurizio Pallante (Movimento Decrescita Felice) sui Comuni e gli sprechi, quello dei Dott. Miserotti, Bolognini (di Pistoia) e Gentilini su salute-alimenti-inceneritori, di Marco Travaglio sulla legalità nelle Pubbliche Amministrazioni, del Prof. Petrella sugli acquedotti comunali, di Matteo Incerti su ecologia e riciclo, etc etc.
Insomma una tale quantità e qualità di idee, proposte, modelli da far sembrare quel teatro un'oasi rigogliosa nel deserto della politica italiana.

Una considerazione finale: ma molto di quello che abbiamo sentito ( e che ognuno può leggere su www.beppegrillo.it/listeciviche ) non è stato anche patrimonio delle Liste Verdi sin dalla metà degli anni ottanta? E oggi invece cosa fanno, dove sono finite? Chiunque sia sufficientemente disintossicato dalla politica con la "p" minuscola immaginerebbe che Liste Civiche e Verdi debbano unire gli sforzi per combattere assieme le medesime battaglie... a Firenze come a Bologna a Torino e ovunque in Italia. E' così o la partitocrazia peggiore, quella che divide o alletta, ha contagiato proprio tutti, incupendo anche il sole che un tempo rideva? Inveterati ottimisti continuiamo a sperare che la Politica riprenda la "P" maiuscola, anche grazie all'unione di intenti fra simili, a partire dai Verdi, dall’Italia dei Valori e dalle Liste Grillo!

APPELLO - Verdi da soli alle amministrative e alle europee

di biodiversitaverde (10/02/2009 - 10:40)

Salve amici, sotto trovate l'appello che abbiamo buttato giu' e rimaneggiato a piu' mani.

 

Nel caso lo condividiate potete firmarlo, farlo girare un po' nelle vs mailing-list, inserirlo nei siti e comunque avviare una mobilitazione dal basso.

 

 

APPELLO:

 

Il Consiglio federale nazionale di Sabato 7 e Domenica 8 febbraio 2009 si e' spaccato sulla decisione se rafforzare l'identita' ecologista dei Verdi con nuovo slancio ed efficacia continuando l'azione politica avviata oltre venti anni fa, oppure scioglierla in un costituendo contenitore di sinistra. Questa seconda proposta e' prevalsa con circa i due terzi degli aventi diritto al voto.

 

Tuttavia in queste ultime settimane molti iscritti, simpatizzanti o associazioni si sono dichiarati contrari alla definitiva liquidazione del piu' antico partito sopravvissuto all'attuale quadro politico italiano.

 

Adesso siamo ad una svolta, e ognuno di noi e' chiamato a rispondere alla propria coscienza: "mutarsi geneticamente o preservare l'originario gene".

 

Chi non ci sta, chi non vuole svendere il patrimonio ideale e poltico, di competenze, di energie e di tempo dedicato in questi anni alla "questione ambientale", di rilevanza planetaria, alle battaglie pacifiste e legalitarie, sottoscrive questo appello per chiedere di organizzare, al piu' presto, un incontro nazionale dei Verdi che vogliono contribuire a rafforzare, con una chiara e autonoma identita', una rinnovata politica ecologista in Italia e in Europa.

 

PER FIRMARE: http://www.firmiamo.it/perunarinascitaverde

 

 

 

P.S.  Chi vuole puo' iscriversi alla lista di discussione attivata sul tema (e restare cosi' in contatto), inviando una email al seguente indirizzo: biodiversitaverde-subscribe@googlegroups.com

 

Uno scatto d'orgoglio per i Verdi

di biodiversitaverde (30/01/2009 - 09:01)

Mentre la "dirigenza" dei Verdi, o almeno ciò che ne residua (Francescato in primis), dedica tutte le energie ad una nuova danza che la vede cercare come partner ieri Veltroni e oggi Vendola, senza che minimamente gli sfiori il rischio del ridicolo, anzi del patetico, in Italia e nel mondo succede di tutto.
Obama, che sta a Veltroni come il diamante sta al vetro, si insedia presidente degli Stati Uniti e, fra le primissime cose, lancia una campagna di cambiamento degli stili di vita americani in termini ecologisti.
Da domani a Davos (Svizzera) i potenti del pianeta si ritrovano a studiare i modi per riparare il giocattolo che da anni hanno realizzato. Contemporaneamente a Belem (Brasile) si ritrovano i delegati del Forum Sociale Mondiale per capire come sostituire il balocco di cui sopra, iniziare una riduzione del consumo delle risorse primarie ed una loro ripartizione più equa.
Ed infine nel nostro Paese le intercettazioni assurgono ad emergenza nazionale, dopo che qualcuno - di destra e di sinistra - ha intuito che l'opinione pubblica potrebbe venire a conoscenza di qualche porcheria inconfessabile. La valanga di richieste di Cassa integrazione o fallimento, sciocchezzuole!

Ma tant'è.
La "dirigenza" nazionale verde, invece, è tutta presa con i calcoli astratti se conviene di più fare il soprammobile in casa del Pd o in casa della Sinistra, non comprendendo che nell'un caso e nell'altro certifica la propria definitiva scomparsa, politica ed elettorale.
Non arrendiamoci, cari amici, non lasciamo che pochi nelle secrete stanze di Via Salandra, per malafede o dabbenaggine, cancellino un patrimonio di idee e di battaglie.
Organizziamoci affinché sia scongiurata l'ipotesi che sulle schede elettorali europee – e inevitabilmente amministrative - non ci sia più alcun riferimento ecologista puro (evitando anche le sfigatissime liste bicicletta o triciclo), oggi che ce ne sarebbe immenso bisogno fagocitati  dal fasullo ambientalismo "del fare" e dall'anacronistico marxismo di ritorno.

Bio Diversità Verde

Quali interlocutori per i Verdi?

di biodiversitaverde (10/12/2008 - 12:28)

Uno scambio epistolare sul futuro dei Verdi.

 

 

Caro Mauro, quella che ci sottoponi mi sembra un'opportunità molto molto interessante. Sia per quanto concerne il contributo apportato dalla Rete dei Comitati “Territorialmente” (sono stato ad una loro assemblea a Fiesole e mi sono sembrati molto seri, onesti e costruttivi). Quindi sono d'accordo nello sviluppare con loro un rapporto politico di affinità, anche con un respiro più ampio delle sole elezioni europee.
Come ho detto altre volte penso che la divisione in tanti soggetti, più o meno piccoli, che si occupano di difesa del territorio e di buona amministrazione sia l'errore peggiore che tutti potremmo fare. Considerati anche gli interessi e i poteri che ci troviamo spesso a contrastare.
Ritengo che una volta preservata l'autonomia dei Verdi rispetto a ogni tentativo di svendita - tanto al Partito Democratico che a La Sinistra, soggetti verso i quali dovremmo mantenere sostanziale equi-distanza -, il passo successivo è quello di aprirci a realtà come quella del Prof. Asor Rosa, ma anche e soprattutto alle Liste Civiche a cinque stelle che Beppe Grillo lancerà proprio da Firenze il prossimo 31 gennaio, e perché no anche all'Italia dei Valori che, facendo della legalità il suo punto cardine, non può non intrecciarsi con le nostre battaglie (le vicende Castello e Novoli a Firenze docent...) e in Parlamento costituisce l'unica vera opposizione a Berlusconi.
Questi devono essere, a mio modesto avviso, i soggetti politici con i quali tessere una strategia politica comune, poiché sono i nostri più naturali e compatibili interlocutori. Tutto il resto può essere osservato con maggiore o minore simpatia, ma solo e soltanto in una logica di coalizione, niente più!
Si tratta di opinioni personali che pensavo giusto condividere con voi. Che ne pensate?
Andrea Aiazzi


-----Messaggio Originale-----
Da: "Mauro Romanelli"
A: ...
Data invio: giovedì 4 dicembre 2008 17.14
Oggetto: Contatto con i comitati di Asor Rosa

Care e cari,
sono stato ufficialmente contattato come Portavoce dei Verdi dai comitati di Asor Rosa per la difesa del territorio, che ci chiedono di esprimerci nel merito di una loro riflessione programmatica finalizzata alle elezioni amministrative ed europee del 2009.
Ve la giro, non avendola ancora letta, e vi chiedo commenti.
Vi giro anzi anche il loro messaggio di accompagnamento e la mia risposta.
Presto convocherò un esecutivo per discutere di questo e altri temi.
Saluti Verdi
Mauro Romanelli

****************************************************************

 

Da L'espresso: Compagni SpA

di biodiversitaverde (05/12/2008 - 10:00)

COMPAGNI SPA

di Gianluca Di Feo – L’espresso del 4 dicembre 2008

Firenze, Napoli, Roma, Genova, Perugia. L'ondata di inchieste mostra il potere dei comitati d'affari. E rischia di travolgere le giunte rosse. Ora il Pd si trova a fare i conti con gli scandali

 

Quel parco "mi fa cagare da sempre". Quando il sindaco di Firenze vuole cancellare 80 ettari di alberi, unico polmone previsto tra fiumi di cemento ligrestiano, per inserire lo stadio di un imprenditore amico e per farlo è pronto a "smitizzare il parco e dire che questo è tutto contro una certa sinistra", allora è il segno che non si tratta solo di una questione morale. Da Firenze a Napoli, da Genova a Perugia, da Crotone a Trento, dall'Aquila a Foggia le inchieste giudiziarie che continuano ad abbattersi sulle giunte rosse aprono una questione più profonda: mettono in discussione la capacità di costruire il futuro delle città italiane. Più delle dimensioni degli illeciti, spesso poche migliaia di euro, sorprendono i loro effetti: le opere inutili e i cantieri eterni figli di questa malapolitica che ama il cavillo come strumento di potere. Più che le guerre intestine tra correnti del Partito Democratico, stupisce la capacità di impastare ogni genere di interesse privato in danno del bene pubblico: trasversalità e consociativismo sono mode condivise con la destra e con speculatori d'ogni risma.

Le giunte traballano sotto il peso di intercettazioni che svelano intrallazzi più che tangenti: i pm contestano contributi elettorali, come le cene dei Ds pagate con i 250 mila euro che sarebbero stati estorti ai broker dal presidente del Porto di Napoli; sponsorizzazioni, come quella del gruppo Ligresti all'opuscolo sulla crociata anti-lavavetri dell'assessore fiorentino Graziano Cioni; oppure incarichi professionali smistati a figli, amici e compari. È una Via Crucis di piccoli episodi, spesso di dubbia rilevanza processuale, e di grandi favori intrecciati in consorterie dove la politica giustifica il disprezzo di qualunque regola, etica o penale, arrivando a negare il buonsenso. Le parole di Leonardo Domenici, presidente di tutti i sindaci italiani, sul parco da cancellare e "smitizzare" testimoniano un male che va oltre la corruzione addebitata ai due assessori di Palazzo Vecchio in rapporti troppo intimi con
Salvatore Ligresti.

 

Inutile invocare la questione morale. Finora c'è stata a malapena una questione legale. Si muove solo la magistratura, che arresta o manda avvisi di garanzia. La segreteria nazionale non interviene e i vertici locali si barricano dietro la presunzione di innocenza: rinviano qualunque valutazione alla sentenza definitiva e così proseguono sulla stessa strada con le stesse persone. Persino le dimissioni arrivano solo se inevitabili. E la valanga che rischia di sommergere la sinistra toscana ha smascherato figure molto differenti. Ci sono i piccoli Machiavelli di Palazzo Vecchio, maestri dell'intrigo e dell'intesa sottobanco, circondati da una corte di professionisti. Il provvedimento del giudice è spietato nelle imputazioni: l'assessore Gianni Biagi costringe la Provincia a entrare nel progetto Castello e costruire la nuova sede sui terreni di Ligresti. Lo fa - scrivono - con ogni mezzo, arrivando a sfruttare la suo carica per intimidire ogni immobiliarista e impedire soluzioni alternative. I magistrati lo accusano di avere amputato pezzi di parco per consentire altre colate di cemento, di avere fatto passare in secondo piano le opere di urbanizzazione, ossia gli impianti per migliorare la vita dei cittadini. In compenso, infila architetti suoi amici, con parcelle da mezzo milione di euro per progetti che i tecnici di Ligresti predicono come inutili ("Finirà che vi paghiamo e li buttiamo"). Il risultato finale è un mostro, il progetto urbanistico che determina lo sviluppo di Firenze assomiglia "a una discarica", affollata di uffici e abitazioni, dove i palazzi di Provincia e Regione fanno strage di alberi e poi si inserisce anche lo stadio voluto da Diego Della Valle con rischi di ingorghi epocali.

Se Biagi si è dimesso, lo 'sceriffo' Cioni invece promette battaglia. È l'altra faccia dello scandalo: il barone rosso, arrogante, populista, con un feudo che garantisce voti. "Chi ha la puzza sotto il naso, cambi mestiere. Io sto con chi combatte", lo difende pubblicamente uno dei suoi consiglieri. Ma Cioni è anche la storia del Pci fiorentino: da 35 anni passa da una poltrona all'altra, dalla Provincia al Comune, poi Montecitorio, il Senato e di nuovo al Comune dove puntava adesso alla fascia di sindaco. Ha conquistato la platea nazionale lanciando il celebre regolamento contro mendicanti e lavavetri. Poi lo hanno intercettato mentre rassicurava gli uomini di Ligresti: "Sto lavorando per voi". In cambio lo 'sceriffo' chiede e ottiene in un paio di minuti da Fondiaria un contributo di 30 mila euro per i 200 mila opuscoli che pubblicizzano la sua tolleranza zero. Chiede un premio, ottenuto, e una promozione, in valutazione, per il figlio che lavora proprio per Fondiaria. Chiede e ottiene al prezzo politico di 600 euro mensili una casa di oltre sette vani "di pregio e in centro" per una sua amica. Alza il telefono per tutto. C'è da mettere la parabola di Sky nell'appartamento della sua amica? Chiama direttamente il braccio destro di Ligresti,Fausto Rapisarda. Il capoufficio sgrida suo figlio e lo rimprovera per i ritardi? Il papà assessore mobilita Rapisarda, la voce del padrone, che bacchetta il capoufficio e poi blandisce il rampollo: "Mi telefoni per qualunque cosa".

Per Cioni non c'è il partito né il Comune, ma uno schieramento che chiama "la famiglia". Né lui né gli altri indagati temevano la legge, sembravano sentirsi protetti. L'inchiesta del nuovo procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e le registrazioni del Ros li hanno spiazzati. È uno choc, che rischia di abbattere il mito dello sviluppo sostenibile toscano, di uno stile di vita capace di coniugare progresso e tradizione costruito dal Pci in mezzo secolo di governo. Gli eredi di questa tradizione sembrano avere smarrito il contatto con la realtà della città. Progettano opere discusse e discutibili come la linea tramviaria. Infilano nei contratti pubblici società personali, come quella del capogruppo Alberto Formigli: il consiglio comunale che ha respinto le sue dimissioni si è trasformato in una rissa. E l'inchiesta è solo agli inizi. Ogni giorno il Ros va in altri uffici a setacciare capitolati: ci sono accertamenti su decine di progetti di Comune, Regione e Provincia con migliaia di telefonate scottanti da analizzare. Insomma, in Toscana si prepara un inverno di passione.

 

A Napoli il dramma si è già materializzato nella scelta estrema di Gianni Nugnes, l'ex assessore che si è ucciso dopo l'arresto per i disordini contro una discarica. Un politico che restava ancorato alla sua Pianura, il quartiere con il record di edifici clandestini. Dicono che si sia sentito isolato, chiuso in un angolo per le scelte di suoi ex colleghi. Come Enrico Cardillo, potente assessore al Bilancio, che con le sue dimissioni pare cercare riparo per sé e per il sindaco Rosa Russo Iervolino dal prossimo tsunami giudiziario. In due anni la giunta Iervolino ha già perso sette assessori, tutti azzoppati dalla magistratura e finora sostituiti con personaggi di alto livello. Le anticipazioni del 'Mattino' prefigurano un nuovo terremoto in quei palazzi infausti per la sinistra, dove solo dieci mesi fa naufragò il governo Prodi. Questa volta l'epicentro dovrebbe essere in municipio, tra le poltrone della Margherita. Al centro delle indagini c'è il potere di Alfredo Romeo, un superstite della vecchia Tangentopoli partenopea diventato il monopolista nella gestione di immobili pubblici e considerato vicino all'area di Francesco Rutelli. Il gruppo Romeo ha una rete di relazioni che arriva ovunque: cura persino la manutenzione del Quirinale, del Senato e del ministero dell'Economia. Gli hanno affidato centinaia di migliaia di case popolari e gran parte delle cartolarizzazioni: nel 2001 è stato pure incaricato di vendere lo stadio Olimpico. Gli atti giudiziari lo accusano di aver osato l'impossibile: fa lavori abusivi nella sua splendida villa di Posillipo e quando la procura mette i sigilli al cantiere, lui va avanti. E quando la magistratura lo denuncia, secondo un'inchiesta appena chiusa, un importante giudice si sarebbe mosso per convincere i colleghi ad archiviare la pratica.

Ma la questione Romeo potrebbe non essere solo campana. Le sue aziende arrivarono sul Campidoglio negli anni di Rutelli. Poi dalla giunta Veltroni hanno ottenuto il mega-appalto da 650 milioni per la manutenzione stradale, sospeso a fine agosto da Gianni Alemanno con il risultato di lasciare le strade costellate di buche e cantieri che hanno inghiottito fiumi di denaro. Sono disastri che mostrano come il problema non è solo etico: la malapolitica produce arretratezza, servizi inefficienti, sprechi. Se nel Lazio ci fosse un sistema moderno di smaltimento dei rifiuti, la convivialità alla vaccinara tra l'assessore Mario Di Carlo, già numero uno della Margherita, e il monopolista delle discariche forse avrebbe suscitato meno clamore. Invece di emergenza in emergenza la spazzatura dei romani continua a marcire nell'orrido di Malagrotta. O lo spettacolo finale del centrosinistra abruzzese, dove alla vigilia del voto la maggioranza colata a picco dall'arresto di Ottaviano Del Turco corre ad assumere in pianta stabile schiere di portaborse.

Non ci sono pregiudiziali etiche: le porte restano sempre aperte per presunti corrotti o tangentisti. Quando al sindaco Pd di Perugia Renato Locchi i magistrati hanno chiesto se aveva incontrato un costruttore, finanziatore della sua campagna, poi arrestato per mazzette e scarcerato, lui risponde: "Il fatto che sia stato 50 giorni in cella non significa che non possa continuare a svolgere il suo lavoro". Anche a Trento la presunzione di innocenza ha un sapore beffardo. Prima delle elezioni un'inchiesta ha coinvolto i vertici dell'Autostrada A22, ipotizzando reati bipartisan: c'era un uomo di Forza Italia ma anche il presidente Silvano Grisenti, legatissimo al governatore Pd della Provincia, Lorenzo Dellai. Grisenti viene accusato di corruzione, turbativa d'asta, tentata concussione per sponsorizzazioni e contratti da assegnare a società di suoi familiari: è l'uomo della 'magnadora', la mangiatoia. Una grana a poche settimane dalle elezioni? Dellai l'ha trasformata in un punto di forza, costringendo l'indagato a dimettersi senza se e senza ma. La condanna politica ha trasmesso negli elettori un'immagine di pulizia, contribuendo alla vittoria del centrosinistra. Ma lunedì 1 dicembre, tre settimane dopo il voto e 70 giorni dopo le dimissioni, si scopre che Grisenti ha ottenuto un incarico nell'ente presieduto da Dellai: un ufficio creato su misura per coordinare i programmi di cooperazione internazionale. "Ha il pieno diritto di tornare al lavoro", ha spiegato Dellai, citando la Costituzione. Sintetico il commento dell'interessato: "Ho una famiglia numerosa".

'Tengo famiglia' è un argomento che funziona meglio dell'indulto: fa perdonare tutto. Così come si chiude un occhio per cavalleria sulle frequentazioni femminili. A Foggia, per esempio, il sindaco è sotto processo per i favori concessi alla sua "segretaria particolare". L'ha assunta nello staff, con stipendio di 3.500 euro al mese, l'ha poi nominata nel consiglio d'amministrazione di una municipalizzata, ma la signora avrebbe continuato a usare beni del Comune senza titolo: solo di telefonino 6 mila euro di bolletta. Per difenderla il sindaco, sempre secondo i magistrati, avrebbe anche falsificato documenti. Peccati veniali? Orazio Ciliberti è sotto processo per questa storiaccia e per un'altra vicenda, ma rimane primo cittadino, membro della Costituente del Pd e vicepresidente nazionale dell'Anci.

Restano relegati in periferia anche i peccati d'omissione, veri o presunti. A Crotone la procura ha preso di mira Europaradiso, il faraonico insediamento turistico dove si sarebbero concentrati gli interessi della nuova mafia calabrese. I pentiti hanno parlato di summit tra emissari delle cosche e i dirigenti locali del Partito democratico: il capogruppo Giuseppe Mercurio si è dimesso dopo un avviso per concorso esterno in associazione mafiosa. Il problema è che questo scenario era stato denunciato un anno fa da Marilina Intrieri, all'epoca parlamentare Pd, per cercare di bloccare l'ingresso nelle liste dei nomi vicini ai clan. Si rivolse a Marco Minniti, all'epoca sottosegretario agli Interni e oggi ministro ombra, e a Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd. Spiega Marina Sereni: "Vista la gravità di quanto sosteneva, le dissi di rivolgersi alla magistratura". Il Pd non c'entra: l'etica non riguarda il partito, ma è compito esclusivo delle procure. E allora a cosa si riduce la politica?

Perché tutta la mappa dell'Italia rossa è costellata di inchieste che rischiano di esplodere o che hanno sfiorato il sistema di potere passato dal vecchio Pci al Pd. Prendete l'Umbria. Il sindaco di Perugia nello stesso verbale in cui difendeva la presunzione di innocenza del costruttore inquisito, parla delle sue frequentazioni con Carlo Carini, il re dell'asfalto. Nello scorso maggio Carini è finito in manette assieme ad altri 30 tra impresari e funzionari di Regione, Provincia e di alcuni comuni. Tre assessori provinciali hanno presentato le dimissioni, subito respinte. Le intercettazioni hanno fatto emergere una cupola che dominava i lavori stradali e che si compiaceva di usare il lessico mafioso: "Sì, sono il capo dei capi". Nessuno ha collaborato, l'istruttoria non è arrivata ai piani alti: è rimasta una storia di geometri. Almeno per ora.

Genova invece si è appena ripresa dallo choc per la retata che a maggio fece traballare il sindaco Marta Vincenzi e le tolse letteralmente il sonno: "Quei cattivi guaglioni mi hanno pugnalato a tradimento". Gli investigatori sono partiti dal municipio e adesso scavano nelle attività di altri enti. Il peggio è passato? I magistrati potrebbero regalare un brutto Natale al centrosinistra ligure: è in arrivo la chiusura delle indagini, che toglierà il segreto su molti dossier. La storia è nota. Un industriale della ristorazione cerca di mettere le mani nel piatto delle mense cittadine, 26 mila pasti al giorno, e vuole "oliare il meccanismo". Sono finiti in carcere il portavoce della Vincenzi e due consiglieri comunali mentre due assessori indagati si sono dimessi. Solo pochi giorni fa è stato pubblicato il verbale di Massimo Casagrande, l'ex consigliere arrestato, che ricostruisce l'inizio della trama: "Era ancora in corso la campagna elettorale della Vincenzi. Roberto Alessio si dichiarò disponibile a dare un contributo. Ventimila euro. Nel frattempo chiese un nostro interessamento...".

Rispetto a questi scandali, la crisi sarda è storia diversa: è la sfida finale tra due modi di fare politica e costruire il consenso. La pancia del Pd si è mossa contro Renato Soru per logiche di partito più che affaristiche: l'entroterra non interessa ai palazzinari da spiaggia. Ma l'abitudine di trasformare i capanni agricoli in casette è diffusa nell'isola tra tutti i ceti urbani e rurali. Un mondo che Antonello Cabras, l'antagonista di Soru, conosce bene: è stato segretario del Psi negli anni Ottanta, poi presidente della Regione e parlamentare ds. Soru invece vola alto e vuole chiudere il suo impegno di tutela ambientale: le dimissioni dimostrano che è pronto a tutto, anche a proseguire senza il Pd. E il maltempo furioso di questi giorni, con alluvioni e frane, concretizza gli effetti disastrosi del 'mattone ovunque e comunque', diventando una sorta di spot per Soru. 'Piove, governatore virtuoso', ironizzano i suoi fan: forse l'unica eccezione alla slavina morale del centrosinistra.

Giornata del Non Acquisto 2008 Sabato 29 novembre

di biodiversitaverde (28/11/2008 - 10:17)

La Giornata del Non Acquisto, in anglosassone Buy Nothing Day, è un evento proposto di anno in anno ai consumatori di tutto il mondo. L'idea, nata su impulso di www.adbusters.org, è quella di passare un giorno intero (tipicamente un sabato di novembre) senza acquistare nulla, dimostrando così di non essere del tutto schiavi del consumismo. È una giornata per riflettere sulle abitudini quotidiane e sulla possibilità di fare acquisti in maniera più ragionata, sviluppando una maggiore coscienza critica, nel rispetto dell'ambiente e dei popoli meno agiati.

Giornata del Non Acquisto 2008 Sabato 29 novembre

I Bilancisti in questa giornata non comprano nulla, è l'occasione per festeggiare assieme e provare a convincere qualcun'altro che più importante che fare shopping è incontrarsi, darci del tempo, gustare ciò che già abbiamo.

Addirittura qualcuno prova a stare una settimana senza comprare, e poi si ritrovano tutti assieme  per una bella cena con quello che ancora si trova nel frigo. Leggi le iniziative dei Gruppi Locali.

Terre di Mezzo lancia il Buy Nothing Day Contest 2008, il  concorso per premiare "la migliore "antipubblicità" dell'anno. Semplicemente, per prendersi gioco, almeno una volta, delle pubblicità, smontandole e rimontandole, rendendole paradossali e svelandone le intenzioni più nascoste."  Leggete sul sito di Terre tutte le informazioni.

RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI

di biodiversitaverde (25/11/2008 - 19:58)

BOLOGNA, 23 NOVEMBRE 2008: "PER USCIRE DALLA CRISI CON I VERDI IN EUROPA, NELLE CITTA', NEL PAESE"

MOZIONE DI COSTITUZIONE DEL COMITATO

"RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI"

(approvata all'unanimità)

Si costituisce oggi a Bologna il Comitato "Ricostruire Rilanciare e Aprire i Verdi" che si propone di riconquistare, per tutti i Verdi e per gli altri ecologisti che ai Verdi intendono avvicinarsi, spazio politico, credibilità, riconoscimento sociale e territoriale, autorevolezza, competenza, in netta discontinuità con il recente passato del partito. 

Il Comitato riafferma l'identità, il progetto politico dei Verdi e l'autonomia dalle altre forze politiche.

Il Comitato intende sviluppare proprie originali elaborazioni, analisi, proposte politiche, a partire dalla necessità di offrire risposte di breve, medio e lungo periodo alla crisi economica e occupazionale in atto, dalla quale non si può uscire aumentando i consumi di risorse, e di definire azioni a difesa dei diritti per costruire una società democratica e solidale. 

Il Comitato intende agire, nel contempo, per rinnovare profondamente il partito dei Verdi, agendo sugli strumenti organizzativi, regolamentari e statutari per superare in via definitiva la logica del "tesserificio" che per troppo tempo ha paralizzato, impoverito e umiliato il lavoro dei Verdi.

Il Comitato si dota di strumenti di comunicazione per supportare le realtà territoriali, per diffondere le proprie iniziative e le analisi di tutti i Verdi. 

Il Comitato è aperto e nasce costituito da almeno due rappresentanti per ogni regione.

 

Mozione sottoscritta da Verdi di:

Emilia Romagna

Marche

Trentino

Alto Adige

Lazio

Piemonte

Toscana

Lombardia

Informazioni:  biodiversitaverde@dada.net  info@qualcosadiverde.it