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I VERDI EUROPEI E LA LORO STORIA, SPUNTI DI RIFLESSIONE

di biodiversitaverde (02/09/2008 - 12:51)

Si riportano alcune note sulla storia e l’evoluzione dei movimenti verdi in Europa. Lo scopo è solo e soltanto quello di mettere in luce come la loro realtà sia quanto mai variegata e articolata, al pari dei loro successi e insuccessi.

Ognuno ne tragga le proprie considerazioni. Noi di “BioDiversitàVerde” riteniamo che il comun denominatore di queste vicende dimostra che un'autonomia di elaborazione e di collocazione politica dei Verdi, rispetto a tutto il restante quadro politico, paga sia in termini di consenso che di incisività.

 

 

In Francia Les Verts hanno vissuto il loro massimo fulgore nella seconda metà degli anni '80 quando ne divenne segretario Antoine Waechter sulla base di una piattaforma "terzista", ovvero né di destra né di sinistra. Alle elezioni europee del 1989 Les Verts ottennero il 10,7%. Nel 1994 la linea neutrale di Waechter fu battuta dalla componente di sinistra che elesse al suo posto Dominique Voynet. Tale decisione comportò la scissione di metà iscritti che dettero vita al "MEI" (Movimento degli Ecologisti Indipendenti), guidato dallo stesso Waechter e alternativo tanto a Les Verts (orientati a sinistra) che a Cap21 (orientato a destra). Il risultato fu un lento ma inesorabile declino dei due moviementi ambientalisti che li ha portati oggi al 3,3 e al 1,2%.

 

In Germania la genesi del partito ecologista è stata diversa. Nato a metà degli anni '70 contro la proliferazione del nucleare e lo sviluppo cementificatore delle città, patì anch'esso una scissione per cui l'anima più moderata dette vita nel 1982 all' "ODP" (Partito Democratico Ecologico), oggi radicato essenzialmente in Baviera. Die Grunen capeggiati da Joschka Fischer, dopo i successi del 1987 all'indomani dei fatti di Chernobyl e gli insuccessi del 1990, strinsero le loro forze col movimento Bundnis90 protagonista di battaglie democratiche nella ex Ddr. Nonostante il logoramento del governo in alleanza con la Spd (1998-2004), soprattutto per le laceranti divisioni sulla guerra in Kosovo e in Afghanistan, Die Grunen mantengono oggi ancora un solido 8,1%, sebbene - o grazie - all'opposizione dell'inciucione Cdu/Spd.

 

In Portogallo Os Verdes sono stati fondati solo nel 1987, costituiti prevalentemente da fuorusciti dai partiti della sinistra storica e in tale area politica sono sempre rimasti, un cono d'ombra che non li ha mai fatti smuovere da bassissime percentuali. Nel 1987 hanno ottenuto due parlamentari, eletti tuttavia in seno alla Concentrazione Democratica Unitaria col meccanismo del premio di coalizione. Sono poi spariti dal parlamento portoghese fino ad oggi, nonostante l'elleanza del 2004 col Partido Comunista che ottenne il 7,6% ma elesse tutti esponenti comunisti.

 

In Austria Die Grunen sono stati ufficilamente fondati nel 1986 dalla fusione di due precedenti partiti ecologisti: il conservatore Verdi uniti di Austria (VGO) e il progressista Lista alternativa di Austria (ALO). Sin dall'inizio hanno raccolto adesioni e consensi nelle grandi città e nella medio-piccola borghesia austriaca. Capaci di essere fortemente innovatori nella comunicazione politica e alternativi a tutte le forze tradizionali, non sono mai scesi sotto il 4%. Raggiungendo anche 9,7% nel 2002, circostanza che li mise al centro della politica viennese con l'invito da parte dei cattolici dell'OVP, vincitori delle elezioni, ad un governo di coalizione che marginalizzasse i neo-nazisti dell'FPO, offerta respinta per la contrarietà della componente di sinistra e di quella giovanile. L'OVP fece, conseguentemente, un governo con l'FPO. Però l'opposizione non è stata di nocumento, visto alle elezioni del 2006 Die Grunen hanno ottenuto il 10,5% e 20 deputati.

 

In Belgio vi è, da sempre, una naturale distinzione del quadro politico. Nelle Fiandre i Groen! sono nati nel 1981, col nome di Agalev, come connubio fra ecologisti cattolici e ecologisti socialisti. Nel 1999 ottennero un eccellente 7% che gli consentì di entrare nel governo del liberale Verhofstadt. Azione politica sanzionata dall'elettorato, nel successivo appuntamento elettorale del 2003, che li vide scendere addiritttura al 2,5% senza alcun eletto (nonostante l'apparentamento con altri partiti di sinistra). Nel 2007 sono risaliti al 4% conquistando di nuovo 4 seggi, accentuando connotati di sinistra ma evitando intese o unioni.

Nei territori francofoni, invece, nel 1980 nacque Ecolo (acronimo di Ecologisti confederati per l'organizzazione di lotte originali). Partiti col 2% sono cresciuti al 5% nel 1991 per arrivare al 7,4% del 1999. Anno - caratterizzato dagli scandali della diossina - in cui anch'essi fecero parte del governo Verhofstadt esprimendo il Ministro dei Trasporti. Molto più moderato dei Groen!, quando nel 2003 Ecolo approvò, in Assemblea generale, tesi molto radicali su tematiche civili, pagò nelle elezioni di qualche mese dopo un dimezzamento del proprio consenso, fermandosi al 3,1%. Nel 2007, riequilibrando l'impostazione programmatica e conservando la propria autonomia, son risaliti al 5,1%.

 

La Svizzera è uno dei Paesi antesignani nell’evoluzione della coscienza verde, come ben sappiamo. Già nei primi anni ’70 nacquero il Movimento popolare per l'ambiente e il Raggruppamento per l'ambiente del Vaud, ma fu solo nel 1983 che si costituirono, sotto forma di vero soggetto politico, la centrista Federazione dei Partiti Ecologisti di Svizzera (FPES) e l’Alternativa Verde Svizzera con marcate tendenze di sinistra. Qualche anno più tardi l’unificazione della FPES con alcuni partitini Verdi cantonali dette vita al PES (Partito Ecologista Svizzero). Sul finire degli anni ’80 i tentativi di procedere alla fusione di PES e Alternativa Verde naufragarono miseramente. Alle elezioni federali del 1991 il PES ottenne il 6,1% e molti esponenti di Alternativa Verde passano nelle sue fila; travaso che continuerà anche gli anni successivi lasciando AVS confinata al solo territorio tedescofono e portando il PES al 7,4% nel 2003 e, addirittura, al 9,6% delle ultime elezioni tenutesi nel 2007. Al Gruppo parlamentare del PES è iscritto anche l’unico deputato del Partito Cristiano Sociale (PCS).

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