MOBILITAZIONE DAL BASSO PER AZZERARE IL VERTICE DEI VERDI E RIPARTIRE DA UN COMITATO DI RESISTENZA ECOLOGISTA
4 maggio 2008
Cari amici, scriviamo all'indomani dell'ennesima batosta del "veltronismo", ovvero la netta vittoria di Alemanno su Rutelli a Roma, che segue di appena due settimane la vittoria del Berluska affermatosi nel Paese (esattamente col vantaggio che i sondaggi gli attribuivano dopo la caduta del Governo Prodi, colpito dal solito fuoco amico diessino). Nel frattempo abbiamo anche assistito alla liquefazione della Sinistra Arcobaleno, vittima di tanti troppi errori prima e durante la campagna elettorale. Un progetto raffazzonato, dal sapore stantio, che è apparsa come "quelli del no", quando invece di "no" vigorosi ne son stati detti molto pochi e soprattutto non si è mai dettata l'agenda elettorale. Senza neanche apparire come la vera alternativa al liberismo. Col risultato che le persone hanno disertato le urne, oppure hanno votato la Lega come unico argine a questa globalizzazione devastante. Insomma un fallimento completo che, logicamente, ha già prodotto il fuggi-fuggi: Rifondazione, condotta ora da Ferrero, riprende la sua autonomia, il Pdci torna ai suoi sepolcri imbiancati e la Sinistra Democratica comincia a strizzare l'occhio agli ex compagni del Pd.
Ma scriviamo anche all'indomani della grande iniziativa promossa da Beppe Grillo per la raccolta di firme su tre referendum: 1) abrogazione del finanziamento pubblico all'editoria, che così viene tenuta al gancio; 2) abrogazione dell'ordine dei giornalisti, unico caso il nostro in tutto il mondo occidentale; 3) abrogazione della cosiddetta Legge Gasparri che ha blindato il duopolio Rai/Mediaset.
In un fine settimana, nel silenzio significativo dei mass media, sono state raccolte quasi 1.300.000 firme, cioè oltre 400.000 per ciascun quesito, molto vicini quindi al tetto del mezzo milione richiesto. Ma ci sono 60 giorni per continuare a firmare in ogni Comune o Circoscrizione.
Abbiamo ricordato tutto questo, chiedendo scusa della prolissa... sommarietà, per avere un quadro d'insieme e perché noi Verdi siamo adesso sul crinale fra la vita e la morte. Un bivio, o chiudere la saracinesca o cambiare la gestione. Altra alternativa non c'è.
Per questo, prima ancora di delineare strategie, prima ancora di avviare la macchina (un po' sospetta) dei tesseramenti pre-congressuali, crediamo che sia vitale mettere in mora l'attuale classe dirigente nazionale dei Verdi. Nessuno escluso. Sebbene sia vero che c'è sempre un gradiente diverso di responsabilità, e il Presidente ha quella maggiore, nessuno in questi anni ha avuto capacità e coraggio per dire che ai Verdi si stava facendo fare la fine dei panda (per citare una bella vignetta di Vauro ad Annozero). Pertanto non adottiamo ora la solita soluzione all'italiana che paga uno per tutti. Ognuno di loro potrà, naturalmente, continuare a dare il proprio importante contributo, ma da semplici iscritti. Tutti sono necessari nessuno è indispensabile!
La situazione è comunque così grave che, a giudizio di parecchi, occorre adesso pensare ad un vero e proprio "comitato di resistenza ecologista" che ponga le prime basi per una rinascita della federazione delle Liste Verdi.
La proposta, nata da infinite chiacchiere con amici simpatizzanti o iscritti è la seguente: dar vita a questa reggenza straordinaria costituita - fra gli altri - da rappresentanti delle principali associazioni ecologiste, che finora pochissimo sono state coinvolte nella vita dei Verdi; tornare quindi ad essere movimento politico capace di dare rappresentanza idonea al vasto mondo eco-ambientalista, affidare il coordinamento di questo organismo dirigente a Maurizio Pallante, ecologista d.o.c. e fondatore in Italia della rete per la decrescita felice.
Inoltre, potremmo proporre a Beppe Grillo una sorta di presidenza onoraria, quanto meno pro-tempore, dei Verdi. Beppe, con tutti i limiti che, per carità, anche lui come chiunque può avere, ha la più grande qualità oggi indispensabile per una forza come la nostra: ovvero la capacità di parlare in modo semplice (e ironico, che non guasta rispetto ai tristi Soloni del centro-sinistra) di cose complesse. Superato ogni imbarazzo col fatto che ormai i Verdi sono un soggetto extra-parlamentare, lo stesso Grillo ha bisogno di un contesto di elaborazione politica che implementi la sua iniziativa di riforma del sistema. Come scrisse Curzio Maltese qualche mese fa su Repubblica (con malcelato timore), se Grillo fosse la locomotiva dei Verdi catalizzerebbero assieme un buon 10% di consenso.
Occorre tuttavia che, in vista del Consiglio nazionale del 10-11 maggio a Roma, si metta in moto una grande mobilitazione della base, che faccia circolare queste proposte oppure altre migliori. Chi ne è capace può creare una petizione via internet, ognuno può inoltrarla alle proprie mailing-list, chi gestisce dei siti può dare la massima visibilità, i circoli dei Verdi, anche i più piccoli, sparsi per l'intera penisola possono esporre a bella mostra negli spazi di cui dispongono questa proposta, ognuno può parlarne ad amici, parenti e conoscenti, etc etc.
Devono sentirsi il fiato sul collo quando si riuniranno al Residence Ripetta.
Ripartire con lo spirito delle origini. E' l'ultima chance, per non gettare alle ortiche un progetto politico davvero innovativo e tutto quanto di buono sul territorio è stato fatto finora.
Nuove facce, nuove menti, antica passione, appunto per non tirare giù la saracinesca e fare dei Verdi un forte movimento politico, capace di intercettare la sempre più diffusa coscienza ambientalista; non un partitino d'élite, ma un punto di riferimento popolare, popolano, integerrimo e indispensabile.
PROPOSTA PER UN RICAMBIO TOTALE DEI VERTICI DEI VERDI:
- Costituzione di un Comitato di resistenza ecologista con rappresentanti di tutto l'associazionismo ecoambientalista
- Coordinamento affidato a Maurizio Pallante
- Presidenza/portavoce da proporre a Beppe Grillo
- Rilanciare le Liste Verdi sul territorio, secondo una struttura federalista





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