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VERDI OLTRE

di biodiversitaverde (18/06/2008 - 08:46)

Pubblichiamo un documento un po' datato ma ancora molto attuale.

 

12 aprile 2006
VERDI OLTRE

 

Semplice decalogo (da entrare in un taschino, o da buttare nel cestino).


1) Perche' a molta gente onesta e perbene il solo nome Verdi fa paura? Fa pensare ai divieti di caccia, fa pensare alle dimostrazioni plateali contro la vivisezione o contro le pellicce? Forse occorre andare un poco oltre, cancellare questi sciocchi stereotipi cercando di dare un'immagine diversa, che non rinneghi affatto battaglie storiche ma sappia puntare di piu' sulle grandi sfide che ogni giorno e per tutti quanti mettono a repentaglio la qualita' della vita. Insomma, meno foca, piu' multinazionali.


2) Ho letto da dicembre ad oggi le liste di discussione interna, trovando cose molto molto interessanti e qualche diverbio di bottega. Anche qui, Verdi oltre. Ovvero, far capire di essere diversi, meno litigiosi, piu' compatti e propositivi. Una banale annotazione metodologica, ma son le gocce che scavano la pietra.


3) Cosa sono i Verdi nel terzo millennio? Semplicemente quello che erano nel precedente, mentre tutti gli altri hanno dovuto cangiar pelle. Ma proprio perche' i Verdi non hanno avuto e non hanno necessita' di grandi camuffamenti, occorre non smarrire quello spirito pionieristico, inseguendo chimere politiche che se avevano un senso il millennio precedente, non ne hanno più in quello attuale. Mi riferisco al comunismo, declinato nelle svariate e anacronistiche accezioni (Prc, Pdci, etc etc). Verdi oltre.


4) Messi (un po' brutalmente) a tacere i movimenti no-global, vera novità degli ultimi anni, peraltro colpevoli in certe frange di voler replicare assurdamente il '68 non comprendendo di essere molto piu' avanzati ed efficaci, i Verdi devono restare con caparbieta' a sventolare la bandiera della critica profonda alla globalizzazione, in tutte le sue forme ed aspetti. Bio-localismo, l'ha chiamato Kirkpatrick Sale, o anti-sviluppismo per dirla invece alla Pasolini. Perche', non dimentichiamolo, sinistra e destra, ovvero marxismo e liberalismo, sono due arcate di un ponte che si tengono, entrambe figlie del positivismo fanno della crescita economica un totem a cui tutto sacrificare. I Verdi no, sono e devono essere oltre. Avere il coraggio di interpretare ed orientare le nuove tesi sulla "decrescita felice", sulla contestazione della tecnocrazia moderna, facendolo dal di dentro, come la pulce di Trilussa che ingrippa il meccanismo.


5) Quando il messaggio e' dirompente, e questo con ogni evidenza lo e', non c'e' bisogno di messe in scena folcloristiche, o sceneggiate chiassose, anzi, come insegna ogni buon manuale di comunicazione, ad idee con contenuti "rivoluzionari", e' opportuno associare forme di propalazione molto civili e legalitarie sebbene inflessibili e determinate.

6) No al progressismo, si' alla sobrieta', no al consumismo si' all'autarchia, no a Marx, si' a San Francesco, questo con colpevolissima sintesi la filosofia sotto forma di slogan per condurre i Verdi parecchio oltre. Riciclare va bene, le fonti energetiche alternative e rinnovabili vanno benissimo, ma il nocciolo del problema e' consumare meno (e magari consumare tutti), lavorare meno (e magari lavorare tutti), insomma sentir dire ad una trasmissione di analisi politica questa semplice frase: "Io prometto di abbassare il PIL e al contempo farvi stare tutti meglio". Che scandalo.

7) I veri trasgressori dell'epoca moderna sono coloro che non trasgrediscono, da questo persino lapalissiano assunto c'e' bisogno di partire per tornare a creare nel consorzio umano rapporti maggiormente improntati alla regole "sacre" della natura, come sostengono alcune belle culture animiste dell'africa. Questo per dire che non e' necessario sbattere in faccia un gay-pride per dare segnali di anticonformismo, anzi... Anche qui urge un po' andare oltre e Pacs e' forse meglio scriverlo prima con la "x"!

8) Andare oltre per i Verdi significa anche smascherare tutte le anime belle che sono tollerantissime coi diversi purche' somiglino a noi: quindi ben venga il voto agli extracomunitari (urna non olet), ma guai se intendono conservare le loro tradizioni, il caso del burqa o delle scuole islamiche e' paradigmatico. Che tristezza un mondo in bianco e nero, che bello invece un mondo a colori, senza che a nessuno siano imposte culture che non gli appartengono (il voto qua in Italia come in Iraq, e' una violenza su tante organizzazioni sociali che non solo non lo contemplano, ma non ne conoscono neanche il concetto, studiarsi il mondo arabo non guasterebbe prima di appiccicare le nostre categorie di pensiero su mondi altri!). La societa' americana, o, come lo chiamano, l'american way of life, deve costituire l'esempio negativo su come orientare la bussola politica, sociale, economica. E' vero che l'America produce il pessimo e l'ottimo, Bush e Nader per esempio, ma l'Europa se vuole avere un senso, al di la' della opaca BCE, e' quello di rappresentare un modello diverso e alternativo rispetto a quello anglosassone. Idem dicasi per l'ormai vetusta se non addirittura decrepita Nato. Mi pare comunque che in questo senso i Verdi europei siano gia' oltre.

9) Non essere autoreferenziali, non voler fare i presuntuosi, i sapienti, aprirsi a contributi esterni. Soprattutto non fare politica d'elite, quasi crogiolandosi d'esser per pochi e non per tutti. Oltre. Chi reputa le idee e gli ideali piu' importanti di se stesso e del proprio ruolo non fa fatica a cercare di veicolare quelle idee e quegli ideali il piu' possibile, a cercare di raggiungere piu' persone possibile, persuaderne uno per convincerne cento (non Paolo Cento, ancora un po' ibernato a Lotta Continua!). Chissa' che non abbia qualche ragione Curzio Maltese quando sostiene che se Beppe Grillo fosse leader dei Verdi, avremmo oltre il 10% dei consensi.

10) Non arrabbiarsi per quanto scritto in tutte le righe precedenti! Nell'auspicio che siano almeno un po' più contagiose di quanto (per fortuna) non lo è stata l'aviaria finora...

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2) Ho letto da dicembre ad oggi le liste di discussione interna, trovando cose molto molto interessanti e qualche diverbio di bottega. Anche qui, Verdi oltre. Ovvero, far capire di essere diversi, meno litigiosi, piu' compatti e propositivi. Una banale annotazione metodologica, ma son le gocce che scavano la pietra.


3) Cosa sono i Verdi nel terzo millennio? Semplicemente quello che erano nel precedente, mentre tutti gli altri hanno dovuto cangiar pelle. Ma proprio perche' i Verdi non hanno avuto e non hanno necessita' di grandi camuffamenti, occorre non smarrire quello spirito pionieristico, inseguendo chimere politiche che se avevano un senso il millennio precedente, non ne hanno più in quello attuale. Mi riferisco al comunismo, declinato nelle svariate e anacronistiche accezioni (Prc, Pdci, etc etc). Verdi oltre.


4) Messi (un po' brutalmente) a tacere i movimenti no-global, vera novità degli ultimi anni, peraltro colpevoli in certe frange di voler replicare assurdamente il '68 non comprendendo di essere molto piu' avanzati ed efficaci, i Verdi devono restare con caparbieta' a sventolare la bandiera della critica profonda alla globalizzazione, in tutte le sue forme ed aspetti. Bio-localismo, l'ha chiamato Kirkpatrick Sale, o anti-sviluppismo per dirla invece alla Pasolini. Perche', non dimentichiamolo, sinistra e destra, ovvero marxismo e liberalismo, sono due arcate di un ponte che si tengono, entrambe figlie del positivismo fanno della crescita economica un totem a cui tutto sacrificare. I Verdi no, sono e devono essere oltre. Avere il coraggio di interpretare ed orientare le nuove tesi sulla "decrescita felice", sulla contestazione della tecnocrazia moderna, facendolo dal di dentro, come la pulce di Trilussa che ingrippa il meccanismo.


5) Quando il messaggio e' dirompente, e questo con ogni evidenza lo e', non c'e' bisogno di messe in scena folcloristiche, o sceneggiate chiassose, anzi, come insegna ogni buon manuale di comunicazione, ad idee con contenuti "rivoluzionari", e' opportuno associare forme di propalazione molto civili e legalitarie sebbene inflessibili e determinate.

6) No al progressismo, si' alla sobrieta', no al consumismo si' all'autarchia, no a Marx, si' a San Francesco, questo con colpevolissima sintesi la filosofia sotto forma di slogan per condurre i Verdi parecchio oltre. Riciclare va bene, le fonti energetiche alternative e rinnovabili vanno benissimo, ma il nocciolo del problema e' consumare meno (e magari consumare tutti), lavorare meno (e magari lavorare tutti), insomma sentir dire ad una trasmissione di analisi politica questa semplice frase: "Io prometto di abbassare il PIL e al contempo farvi stare tutti meglio". Che scandalo.

7) I veri trasgressori dell'epoca moderna sono coloro che non trasgrediscono, da questo persino lapalissiano assunto c'e' bisogno di partire per tornare a creare nel consorzio umano rapporti maggiormente improntati alla regole "sacre" della natura, come sostengono alcune belle culture animiste dell'africa. Questo per dire che non e' necessario sbattere in faccia un gay-pride per dare segnali di anticonformismo, anzi... Anche qui urge un po' andare oltre e Pacs e' forse meglio scriverlo prima con la "x"!

8) Andare oltre per i Verdi significa anche smascherare tutte le anime belle che sono tollerantissime coi diversi purche' somiglino a noi: quindi ben venga il voto agli extracomunitari (urna non olet), ma guai se intendono conservare le loro tradizioni, il caso del burqa o delle scuole islamiche e' paradigmatico. Che tristezza un mondo in bianco e nero, che bello invece un mondo a colori, senza che a nessuno siano imposte culture che non gli appartengono (il voto qua in Italia come in Iraq, e' una violenza su tante organizzazioni sociali che non solo non lo contemplano, ma non ne conoscono neanche il concetto, studiarsi il mondo arabo non guasterebbe prima di appiccicare le nostre categorie di pensiero su mondi altri!). La societa' americana, o, come lo chiamano, l'american way of life, deve costituire l'esempio negativo su come orientare la bussola politica, sociale, economica. E' vero che l'America produce il pessimo e l'ottimo, Bush e Nader per esempio, ma l'Europa se vuole avere un senso, al di la' della opaca BCE, e' quello di rappresentare un modello diverso e alternativo rispetto a quello anglosassone. Idem dicasi per l'ormai vetusta se non addirittura decrepita Nato. Mi pare comunque che in questo senso i Verdi europei siano gia' oltre.

9) Non essere autoreferenziali, non voler fare i presuntuosi, i sapienti, aprirsi a contributi esterni. Soprattutto non fare politica d'elite, quasi crogiolandosi d'esser per pochi e non per tutti. Oltre. Chi reputa le idee e gli ideali piu' importanti di se stesso e del proprio ruolo non fa fatica a cercare di veicolare quelle idee e quegli ideali il piu' possibile, a cercare di raggiungere piu' persone possibile, persuaderne uno per convincerne cento (non Paolo Cento, ancora un po' ibernato a Lotta Continua!). Chissa' che non abbia qualche ragione Curzio Maltese quando sostiene che se Beppe Grillo fosse leader dei Verdi, avremmo oltre il 10% dei consensi.

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