RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI
BOLOGNA, 23 NOVEMBRE 2008: "PER USCIRE DALLA CRISI CON I VERDI IN EUROPA, NELLE CITTA', NEL PAESE"
MOZIONE DI COSTITUZIONE DEL COMITATO
"RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI"
(approvata all'unanimità)
Si costituisce oggi a Bologna il Comitato "Ricostruire Rilanciare e Aprire i Verdi" che si propone di riconquistare, per tutti i Verdi e per gli altri ecologisti che ai Verdi intendono avvicinarsi, spazio politico, credibilità, riconoscimento sociale e territoriale, autorevolezza, competenza, in netta discontinuità con il recente passato del partito.
Il Comitato riafferma l'identità, il progetto politico dei Verdi e l'autonomia dalle altre forze politiche.
Il Comitato intende sviluppare proprie originali elaborazioni, analisi, proposte politiche, a partire dalla necessità di offrire risposte di breve, medio e lungo periodo alla crisi economica e occupazionale in atto, dalla quale non si può uscire aumentando i consumi di risorse, e di definire azioni a difesa dei diritti per costruire una società democratica e solidale.
Il Comitato intende agire, nel contempo, per rinnovare profondamente il partito dei Verdi, agendo sugli strumenti organizzativi, regolamentari e statutari per superare in via definitiva la logica del "tesserificio" che per troppo tempo ha paralizzato, impoverito e umiliato il lavoro dei Verdi.
Il Comitato si dota di strumenti di comunicazione per supportare le realtà territoriali, per diffondere le proprie iniziative e le analisi di tutti i Verdi.
Il Comitato è aperto e nasce costituito da almeno due rappresentanti per ogni regione.
Mozione sottoscritta da Verdi di:
Emilia Romagna Marche
Trentino
Alto Adige
Lazio
Piemonte
Toscana
Lombardia
Informazioni: biodiversitaverde@dada.net info@qualcosadiverde.it
LE ELEZIONI, IL FUTURO E I VERDI
27 marzo 2008
Il dibattito avviato da Claudio e poi ripreso da Fabio, Alessio, Mauro, Gianni e molti altri amici Verdi ci stimola ad intervenire.
La scelta di aderire alla coalizione "la Sinistra l'Arcobaleno" è stata, a nostro avviso, scelta di testa prima che di cuore.
La rassegnata razionalità di portare qualche contributo all'iniziativa politica che ha più chance di fare da contrappeso alla deriva "nullista" del Partito (sedicente) Democratico e del Partito della (sedicente) Libertà risponde certo ad una logica comprensibile ma desolata. Comprensibile soprattutto per la fallimentare classe dirigente nazionale dei Verdi, quale ultima opportunità di salvaguardare qualche strapuntino, che peraltro alla causa servirà a ben poco.
Tuttavia la bici - per ora - è questa, sempre meglio che andare col cappello in mano da qualche altra parte, come hanno fatto con poca fortuna alcuni esponenti del nostro movimento. Finendo a dare copertura all' "ambientalismo del fare"... Tav, inceneritori, autostrade, centri commerciali, etc etc.
Di sicuro, qualunque sarà il risultato elettorale, dopo saranno rogne per i Verdi. Se l'alleanza elettorale avrà riscontro positivo, ma ne dubitiamo, tenderà in via naturale a trasformarsi da coalizione in federazione e presto in partito, nel quale la quantità e - diremmo - la qualità della rappresentanza ecologista sarà modesta, mentre l'identità marxista gioco-forza predominante. Se viceversa "la Sinistra l'Arcobaleno" rappresenterà il 14 aprile meno del 9/10% degli italiani si innescherà una spinta centrifuga che spingerà qualcun'altro verso i soliti democratici (si fa per dire), altri ad intrupparsi sotto le bandiere rosse, altri ancora, forse, a coltivare l'idea, a nostro giudizio assennata, di rifondare le Liste Verdi con condizioni politiche apparentemente complicate, in realtà ottimali per recuperare una peculiarità unica nel panorama politico, soprattutto a livello locale. Ripartendo dalle piccole periferie per arrivare ai grandi centri. Dalla campagna alla città.
Come si dice: meglio soli che male accompagnati!
Una cosa è certa, le ragioni di un movimento ecologista, propugnatore di un nuovo modello sociale non più fondato sull'assioma artificiale dello sviluppo, della crescita, del P.i.l., ci sono oggi più ancora che negli anni '80 o '90. La coscienza ambientalista che si dice, ai giorni nostri, diffusa è spesso pelosa e ipocrita, da botte piena, moglie ubriaca e uva nella vigna. Fasulla.
Insomma, comunque sia, dal 14 aprile saranno rogne, ma chissà che all'orizzonte fra i nuvoloni non faccia capolino una spera di sole.





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