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SINISTRA E LIBERTA', UN ERRORE BENEFICO

di biodiversitaverde (07/04/2009 - 13:49)

Alcuni amici ci hanno chiesto cosa ne pensassimo dei recenti sviluppi del quadro politico nazionale, in particolare della confluenza dei Verdi dentro "Sinistra e Libertà".
Senza tanti giri di parole, pensiamo che Sinistra e Libertà sia l'ennesimo, incomprensibile, stolido errore di un gruppo dirigente, quello dei Verdi, che oramai non ha più alcun progetto politico e campa alla giornata, preso da una frenesia accecante. Per salvare la poltrona di qualcuno... di essi.
Nessuno capisce quale senso abbia e quale scopo rappresenti quell'iniziativa politica, perché un elettore più moderato non dovrebbe votare il Partito Democratico che con Franceschini è assai più decoroso che con Veltrusconi, e perché uno più radicale non dovrebbe preferire l'Italia dei Valori o la riunificazione di Rifondazione-Pdci-Socialismo2000-Consumatori con Ferrero molto più serio e tosto dell'approssimativo Vendola (solito stile superficiale alla Pecoraro)?
Anche un bambino lo capirebbe, ma in Via Salandra - ormai impermeabili a qualunque stimolo della base - perseverano con la riedizione, in sedicesimo, della sfigatissima Sinistra Arcobaleno. Ma come si usa dire nella saggezza popolare: nulla viene mai per nuocere.
Dalla quasi certa scomparsa della delegazione dei Verdi italiani al Parlamento europeo, dopo quella nel Parlamento italiano, può scaturire una grande opportunità. Mettere in mora quel gruppo dirigente che da anni procura sconfitte e umiliazioni una dietro l'altra. Anche se forse, quando non c'è più "trippa per gatti", sarà la selezione darwiniana a risolvere il problema.
Dopodiché le persone più lungimiranti e disinteressate potranno rimboccarsi le maniche a avviare la ricostruzione del movimento degli ecologisti italiani, un movimento che deve costituire una vera alternativa culturale e programmatica ai partiti tradizionali, tanto di destra che di sinistra. Individuare una decina di battaglie-chiave (politica dei rifiuti incentrata sulla differenziata e non sugli inceneritori, no alle multiutility su acqua e energia, mobilità a bassa velocità e basso impatto, trasporti e sanità pubblici, stili di vita improntati alla sobrietà, legislazioni urbanistiche e ambientali molto rigorose, incremento del turismo sostenibile, difesa delle biodiversità e di ogni area verde, sostegno alla piccola imprenditoria agricola e artigiana, riduzione dell'orario di lavoro, eliminazione della Legge Biagi, estensione della democrazia partecipata o diretta, regimi fiscali anti "dumping" per merci provenienti da Paesi privi di tutele ambientali e sociali, iniziative di contrasto alla globalizzazione a partire dai mercati finanziari, etc etc).
Sui punti cardine cercare consenso principalmente fra i delusi della politica e alleanze a 360 gradi, anche se realisticamente sarà più probabile (ma non scontato) trovarle con forze di centro-sinistra.
I Verdi hanno un senso se sono e appaiono diversi dagli altri partiti,  altrimenti cade la loro stessa ragione sociale e vengono marginalizzati o pian piano scompaiono. Cosa che sta accadendo in Italia e noi si teme accadrà definitivamente a giugno. Non amiamo affatto fare quello che aspetta il cadavere in fondo al fiume, ma neppure la scimmia che non sente / non vede / non parla.
Si può perdere delle elezioni senza perdere l'anima e la faccia. Ecco perché - a nostro avviso - invece di affannarsi a elucubrare alchimie su come superare il fatidico 4%, avremmo dovuto semplicemente presentare agli italiani il nostro simbolo e le nostre idee, dando conto del bilancio dei nostri due bravi europarlamentari. Oppure tirarci fuori, proprio per non tirare giù il bandone logorati e sviliti. Lo capite che da un'altra Caporetto come quella della Sinistra Arcobaleno non ci si rialza più... E' stando fuori a testa alta dalle assemblee elettive che altri Verdi, in diversi Paesi, hanno saputo rigenerare la classe politica, mettere a fuoco gli obiettivi, recuperare credibilità e tornare davvero UTILI ALLA CAUSA.
Pertanto nessun anatema su Sinistra e Libertà, in attesa degli esiti del salutare errore!!!

BDV   Bio Diversità Verde

APPELLO - Verdi da soli alle amministrative e alle europee

di biodiversitaverde (10/02/2009 - 10:40)

Salve amici, sotto trovate l'appello che abbiamo buttato giu' e rimaneggiato a piu' mani.

 

Nel caso lo condividiate potete firmarlo, farlo girare un po' nelle vs mailing-list, inserirlo nei siti e comunque avviare una mobilitazione dal basso.

 

 

APPELLO:

 

Il Consiglio federale nazionale di Sabato 7 e Domenica 8 febbraio 2009 si e' spaccato sulla decisione se rafforzare l'identita' ecologista dei Verdi con nuovo slancio ed efficacia continuando l'azione politica avviata oltre venti anni fa, oppure scioglierla in un costituendo contenitore di sinistra. Questa seconda proposta e' prevalsa con circa i due terzi degli aventi diritto al voto.

 

Tuttavia in queste ultime settimane molti iscritti, simpatizzanti o associazioni si sono dichiarati contrari alla definitiva liquidazione del piu' antico partito sopravvissuto all'attuale quadro politico italiano.

 

Adesso siamo ad una svolta, e ognuno di noi e' chiamato a rispondere alla propria coscienza: "mutarsi geneticamente o preservare l'originario gene".

 

Chi non ci sta, chi non vuole svendere il patrimonio ideale e poltico, di competenze, di energie e di tempo dedicato in questi anni alla "questione ambientale", di rilevanza planetaria, alle battaglie pacifiste e legalitarie, sottoscrive questo appello per chiedere di organizzare, al piu' presto, un incontro nazionale dei Verdi che vogliono contribuire a rafforzare, con una chiara e autonoma identita', una rinnovata politica ecologista in Italia e in Europa.

 

PER FIRMARE: http://www.firmiamo.it/perunarinascitaverde

 

 

 

P.S.  Chi vuole puo' iscriversi alla lista di discussione attivata sul tema (e restare cosi' in contatto), inviando una email al seguente indirizzo: biodiversitaverde-subscribe@googlegroups.com

 

Uno scatto d'orgoglio per i Verdi

di biodiversitaverde (30/01/2009 - 09:01)

Mentre la "dirigenza" dei Verdi, o almeno ciò che ne residua (Francescato in primis), dedica tutte le energie ad una nuova danza che la vede cercare come partner ieri Veltroni e oggi Vendola, senza che minimamente gli sfiori il rischio del ridicolo, anzi del patetico, in Italia e nel mondo succede di tutto.
Obama, che sta a Veltroni come il diamante sta al vetro, si insedia presidente degli Stati Uniti e, fra le primissime cose, lancia una campagna di cambiamento degli stili di vita americani in termini ecologisti.
Da domani a Davos (Svizzera) i potenti del pianeta si ritrovano a studiare i modi per riparare il giocattolo che da anni hanno realizzato. Contemporaneamente a Belem (Brasile) si ritrovano i delegati del Forum Sociale Mondiale per capire come sostituire il balocco di cui sopra, iniziare una riduzione del consumo delle risorse primarie ed una loro ripartizione più equa.
Ed infine nel nostro Paese le intercettazioni assurgono ad emergenza nazionale, dopo che qualcuno - di destra e di sinistra - ha intuito che l'opinione pubblica potrebbe venire a conoscenza di qualche porcheria inconfessabile. La valanga di richieste di Cassa integrazione o fallimento, sciocchezzuole!

Ma tant'è.
La "dirigenza" nazionale verde, invece, è tutta presa con i calcoli astratti se conviene di più fare il soprammobile in casa del Pd o in casa della Sinistra, non comprendendo che nell'un caso e nell'altro certifica la propria definitiva scomparsa, politica ed elettorale.
Non arrendiamoci, cari amici, non lasciamo che pochi nelle secrete stanze di Via Salandra, per malafede o dabbenaggine, cancellino un patrimonio di idee e di battaglie.
Organizziamoci affinché sia scongiurata l'ipotesi che sulle schede elettorali europee – e inevitabilmente amministrative - non ci sia più alcun riferimento ecologista puro (evitando anche le sfigatissime liste bicicletta o triciclo), oggi che ce ne sarebbe immenso bisogno fagocitati  dal fasullo ambientalismo "del fare" e dall'anacronistico marxismo di ritorno.

Bio Diversità Verde

ELEZIONI USA: OBAMA, NADER E LA MCKINNEY

di biodiversitaverde (06/11/2008 - 23:58)

Intanto è opportuno precisare una cosa. Il Green Party americano sono sostanzialmente due partiti, uno dell'area orientale, tendenzialmente più filo democratico, ed uno dell'area occidentale più alternativo. Hanno persino due siti diversi e soprattutto organismi decisionali autonomi. In alcune elezioni sono stati compatti rispetto alle strategie elettorali, in altre no. Come in questa, dove Cinthya McKinney è stata candidata al termine di una rovente "convention" tenutasi il 13 luglio scorso a Chicago. La spaccatura è stata sul sostegno da dare o meno alla candidatura indipendente di Ralph Nader. I Greens orientali hanno prevalso e hanno lanciato nella mischia la McKinney. La restante parte dei Verdi ha fatto campagna elettorale per Nader, ovvero colui che più di chiunque altro da anni mette in dubbio la legittimità morale dei due partiti-moloch del sistema politico maggioritario Usa. La sua tesi, in estrema sintesi, è che - osservando anche i finanziatori del Republican Party e del Democratic Party - la presunta competizione e contrapposizione fra i due sia più apparenza che realtà. Da lì la sua lotta, spesso solitaria, contro le grandi corporations che, attraverso una neanche troppo occulta attività di lobbying, controllano la maggioranza di Senatori e Deputati al Congresso, con le conseguenze che si possono immaginare.

 

Tuttavia i risultati definitivi danno la misura di un nettissimo successo di Barack Obama che, col 53% contro il 46 del repubblicano McCain, il 20 gennaio sarà proclamato ufficialmente quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

Come si evince dai risultati finali dei 130 milioni (66% degli aventi diritto) di voti scrutinati, fuori dei due candidati - onnipresenti in ogni trasmissione, dibattito o telegiornale (fatte salve solo le tv pubbliche PBS e C-SPAN e la radio pubblica NPR, assai più equilibrate) - in questa tornata non ce n’è stato per nessuno. Basti pensare che in solo due Stati (Montana e Utah) i candidati “outsider” hanno superato complessivamente il 3%.

 

Ralph Nader, nonostante la mobilitazione genuina e spontanea che ha saputo catalizzare da febbraio a novembre (http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm) , non è andato oltre l’1%, pur essendo terzo e l’unico a superare tale soglia su base nazionale. Risultato, va detto onestamente, molto modesto. Presentandosi in 45 dei 50 Stati, ha ottenuto il risultato migliore in Maine 1,5%, North Dakota 1,3% e Arkansas 1,2%. La McKinney, presente solo su 1/3 delle schede elettorali, ha fatto di peggio. Certo, l’analisi dei crudi numeri deve tenere conto delle risorse economiche impari (il totale raggranellato da Nader equivale ad un giorno di fondi catturati da Obama e due da McCain) e del can-can mediatico concesso al candidato democratico, proprio sul terreno delle fasce sociali più deboli e su quello della middle-class molto informata che sono il bacino di riferimento di Nader.

 

Adesso, dobbiamo davvero augurarci che Barack Obama sia all’altezza delle aspettative che ha generato, perché deluderle sarebbe catastrofico non solo per il suo Paese ma per il mondo intero. L’occasione che Obama ha e, soprattutto, il grandi poteri costituzionalmente concessi al Presidente, gli offrono gli strumenti per cambiare la rotta di un pianeta alla deriva. Saprà e vorrà utilizzarli o rimarrà stritolato dalle corporations, inchiodato agli slogan e al colore della pelle? Speriamo bene.

LE ELEZIONI, IL FUTURO E I VERDI

di biodiversitaverde (17/06/2008 - 07:26)

27 marzo 2008
 
Il dibattito avviato da Claudio e poi ripreso da Fabio, Alessio, Mauro, Gianni e molti altri amici Verdi ci stimola ad intervenire.
La scelta di aderire alla coalizione "la Sinistra l'Arcobaleno" è stata, a nostro avviso, scelta di testa prima che di cuore.
La rassegnata razionalità di portare qualche contributo all'iniziativa politica che ha più chance di fare da contrappeso alla deriva "nullista" del Partito (sedicente) Democratico e del Partito della (sedicente) Libertà risponde certo ad una logica comprensibile ma desolata. Comprensibile soprattutto per la fallimentare classe dirigente nazionale dei Verdi, quale ultima opportunità di salvaguardare qualche strapuntino, che peraltro alla causa servirà a ben poco.
Tuttavia la bici - per ora - è questa, sempre meglio che andare col cappello in mano da qualche altra parte, come hanno fatto con poca fortuna alcuni esponenti del nostro movimento. Finendo a dare copertura all' "ambientalismo del fare"... Tav, inceneritori, autostrade, centri commerciali, etc etc.
Di sicuro, qualunque sarà il risultato elettorale, dopo saranno rogne per i Verdi. Se l'alleanza elettorale avrà riscontro positivo, ma ne dubitiamo, tenderà in via naturale a trasformarsi da coalizione in federazione e presto in partito, nel quale la quantità e - diremmo - la qualità della rappresentanza ecologista sarà modesta, mentre l'identità marxista gioco-forza predominante. Se viceversa "la Sinistra l'Arcobaleno" rappresenterà il 14 aprile meno del 9/10% degli italiani si innescherà una spinta centrifuga che spingerà qualcun'altro verso i soliti democratici (si fa per dire), altri ad intrupparsi sotto le bandiere rosse, altri ancora, forse, a coltivare l'idea, a nostro giudizio assennata, di rifondare le Liste Verdi con condizioni politiche apparentemente complicate, in realtà ottimali per recuperare una peculiarità unica nel panorama politico, soprattutto a livello locale. Ripartendo dalle piccole periferie per arrivare ai grandi centri. Dalla campagna alla città.
Come si dice: meglio soli che male accompagnati!
Una cosa è certa, le ragioni di un movimento ecologista, propugnatore di un nuovo modello sociale non più fondato sull'assioma artificiale dello sviluppo, della crescita, del P.i.l., ci sono oggi più ancora che negli anni '80 o '90. La coscienza ambientalista che si dice, ai giorni nostri, diffusa è spesso pelosa e ipocrita, da botte piena, moglie ubriaca e uva nella vigna. Fasulla.
Insomma, comunque sia, dal 14 aprile saranno rogne, ma chissà che all'orizzonte fra i nuvoloni non faccia capolino una spera di sole. 

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SINISTRA E LIBERTA', UN ERRORE BENEFICO

di biodiversitaverde (07/04/2009 - 13:49)

Alcuni amici ci hanno chiesto cosa ne pensassimo dei recenti sviluppi del quadro politico nazionale, in particolare della confluenza dei Verdi dentro "Sinistra e Libertà".
Senza tanti giri di parole, pensiamo che Sinistra e Libertà sia l'ennesimo, incomprensibile, stolido errore di un gruppo dirigente, quello dei Verdi, che oramai non ha più alcun progetto politico e campa alla giornata, preso da una frenesia accecante. Per salvare la poltrona di qualcuno... di essi.
Nessuno capisce quale senso abbia e quale scopo rappresenti quell'iniziativa politica, perché un elettore più moderato non dovrebbe votare il Partito Democratico che con Franceschini è assai più decoroso che con Veltrusconi, e perché uno più radicale non dovrebbe preferire l'Italia dei Valori o la riunificazione di Rifondazione-Pdci-Socialismo2000-Consumatori con Ferrero molto più serio e tosto dell'approssimativo Vendola (solito stile superficiale alla Pecoraro)?
Anche un bambino lo capirebbe, ma in Via Salandra - ormai impermeabili a qualunque stimolo della base - perseverano con la riedizione, in sedicesimo, della sfigatissima Sinistra Arcobaleno. Ma come si usa dire nella saggezza popolare: nulla viene mai per nuocere.
Dalla quasi certa scomparsa della delegazione dei Verdi italiani al Parlamento europeo, dopo quella nel Parlamento italiano, può scaturire una grande opportunità. Mettere in mora quel gruppo dirigente che da anni procura sconfitte e umiliazioni una dietro l'altra. Anche se forse, quando non c'è più "trippa per gatti", sarà la selezione darwiniana a risolvere il problema.
Dopodiché le persone più lungimiranti e disinteressate potranno rimboccarsi le maniche a avviare la ricostruzione del movimento degli ecologisti italiani, un movimento che deve costituire una vera alternativa culturale e programmatica ai partiti tradizionali, tanto di destra che di sinistra. Individuare una decina di battaglie-chiave (politica dei rifiuti incentrata sulla differenziata e non sugli inceneritori, no alle multiutility su acqua e energia, mobilità a bassa velocità e basso impatto, trasporti e sanità pubblici, stili di vita improntati alla sobrietà, legislazioni urbanistiche e ambientali molto rigorose, incremento del turismo sostenibile, difesa delle biodiversità e di ogni area verde, sostegno alla piccola imprenditoria agricola e artigiana, riduzione dell'orario di lavoro, eliminazione della Legge Biagi, estensione della democrazia partecipata o diretta, regimi fiscali anti "dumping" per merci provenienti da Paesi privi di tutele ambientali e sociali, iniziative di contrasto alla globalizzazione a partire dai mercati finanziari, etc etc).
Sui punti cardine cercare consenso principalmente fra i delusi della politica e alleanze a 360 gradi, anche se realisticamente sarà più probabile (ma non scontato) trovarle con forze di centro-sinistra.
I Verdi hanno un senso se sono e appaiono diversi dagli altri partiti,  altrimenti cade la loro stessa ragione sociale e vengono marginalizzati o pian piano scompaiono. Cosa che sta accadendo in Italia e noi si teme accadrà definitivamente a giugno. Non amiamo affatto fare quello che aspetta il cadavere in fondo al fiume, ma neppure la scimmia che non sente / non vede / non parla.
Si può perdere delle elezioni senza perdere l'anima e la faccia. Ecco perché - a nostro avviso - invece di affannarsi a elucubrare alchimie su come superare il fatidico 4%, avremmo dovuto semplicemente presentare agli italiani il nostro simbolo e le nostre idee, dando conto del bilancio dei nostri due bravi europarlamentari. Oppure tirarci fuori, proprio per non tirare giù il bandone logorati e sviliti. Lo capite che da un'altra Caporetto come quella della Sinistra Arcobaleno non ci si rialza più... E' stando fuori a testa alta dalle assemblee elettive che altri Verdi, in diversi Paesi, hanno saputo rigenerare la classe politica, mettere a fuoco gli obiettivi, recuperare credibilità e tornare davvero UTILI ALLA CAUSA.
Pertanto nessun anatema su Sinistra e Libertà, in attesa degli esiti del salutare errore!!!

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di biodiversitaverde (10/02/2009 - 10:40)

Salve amici, sotto trovate l'appello che abbiamo buttato giu' e rimaneggiato a piu' mani.

 

Nel caso lo condividiate potete firmarlo, farlo girare un po' nelle vs mailing-list, inserirlo nei siti e comunque avviare una mobilitazione dal basso.

 

 

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Il Consiglio federale nazionale di Sabato 7 e Domenica 8 febbraio 2009 si e' spaccato sulla decisione se rafforzare l'identita' ecologista dei Verdi con nuovo slancio ed efficacia continuando l'azione politica avviata oltre venti anni fa, oppure scioglierla in un costituendo contenitore di sinistra. Questa seconda proposta e' prevalsa con circa i due terzi degli aventi diritto al voto.

 

Tuttavia in queste ultime settimane molti iscritti, simpatizzanti o associazioni si sono dichiarati contrari alla definitiva liquidazione del piu' antico partito sopravvissuto all'attuale quadro politico italiano.

 

Adesso siamo ad una svolta, e ognuno di noi e' chiamato a rispondere alla propria coscienza: "mutarsi geneticamente o preservare l'originario gene".

 

Chi non ci sta, chi non vuole svendere il patrimonio ideale e poltico, di competenze, di energie e di tempo dedicato in questi anni alla "questione ambientale", di rilevanza planetaria, alle battaglie pacifiste e legalitarie, sottoscrive questo appello per chiedere di organizzare, al piu' presto, un incontro nazionale dei Verdi che vogliono contribuire a rafforzare, con una chiara e autonoma identita', una rinnovata politica ecologista in Italia e in Europa.

 

PER FIRMARE: http://www.firmiamo.it/perunarinascitaverde

 

 

 

P.S.  Chi vuole puo' iscriversi alla lista di discussione attivata sul tema (e restare cosi' in contatto), inviando una email al seguente indirizzo: biodiversitaverde-subscribe@googlegroups.com

 

Uno scatto d'orgoglio per i Verdi

di biodiversitaverde (30/01/2009 - 09:01)

Mentre la "dirigenza" dei Verdi, o almeno ciò che ne residua (Francescato in primis), dedica tutte le energie ad una nuova danza che la vede cercare come partner ieri Veltroni e oggi Vendola, senza che minimamente gli sfiori il rischio del ridicolo, anzi del patetico, in Italia e nel mondo succede di tutto.
Obama, che sta a Veltroni come il diamante sta al vetro, si insedia presidente degli Stati Uniti e, fra le primissime cose, lancia una campagna di cambiamento degli stili di vita americani in termini ecologisti.
Da domani a Davos (Svizzera) i potenti del pianeta si ritrovano a studiare i modi per riparare il giocattolo che da anni hanno realizzato. Contemporaneamente a Belem (Brasile) si ritrovano i delegati del Forum Sociale Mondiale per capire come sostituire il balocco di cui sopra, iniziare una riduzione del consumo delle risorse primarie ed una loro ripartizione più equa.
Ed infine nel nostro Paese le intercettazioni assurgono ad emergenza nazionale, dopo che qualcuno - di destra e di sinistra - ha intuito che l'opinione pubblica potrebbe venire a conoscenza di qualche porcheria inconfessabile. La valanga di richieste di Cassa integrazione o fallimento, sciocchezzuole!

Ma tant'è.
La "dirigenza" nazionale verde, invece, è tutta presa con i calcoli astratti se conviene di più fare il soprammobile in casa del Pd o in casa della Sinistra, non comprendendo che nell'un caso e nell'altro certifica la propria definitiva scomparsa, politica ed elettorale.
Non arrendiamoci, cari amici, non lasciamo che pochi nelle secrete stanze di Via Salandra, per malafede o dabbenaggine, cancellino un patrimonio di idee e di battaglie.
Organizziamoci affinché sia scongiurata l'ipotesi che sulle schede elettorali europee – e inevitabilmente amministrative - non ci sia più alcun riferimento ecologista puro (evitando anche le sfigatissime liste bicicletta o triciclo), oggi che ce ne sarebbe immenso bisogno fagocitati  dal fasullo ambientalismo "del fare" e dall'anacronistico marxismo di ritorno.

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ELEZIONI USA: OBAMA, NADER E LA MCKINNEY

di biodiversitaverde (06/11/2008 - 23:58)

Intanto è opportuno precisare una cosa. Il Green Party americano sono sostanzialmente due partiti, uno dell'area orientale, tendenzialmente più filo democratico, ed uno dell'area occidentale più alternativo. Hanno persino due siti diversi e soprattutto organismi decisionali autonomi. In alcune elezioni sono stati compatti rispetto alle strategie elettorali, in altre no. Come in questa, dove Cinthya McKinney è stata candidata al termine di una rovente "convention" tenutasi il 13 luglio scorso a Chicago. La spaccatura è stata sul sostegno da dare o meno alla candidatura indipendente di Ralph Nader. I Greens orientali hanno prevalso e hanno lanciato nella mischia la McKinney. La restante parte dei Verdi ha fatto campagna elettorale per Nader, ovvero colui che più di chiunque altro da anni mette in dubbio la legittimità morale dei due partiti-moloch del sistema politico maggioritario Usa. La sua tesi, in estrema sintesi, è che - osservando anche i finanziatori del Republican Party e del Democratic Party - la presunta competizione e contrapposizione fra i due sia più apparenza che realtà. Da lì la sua lotta, spesso solitaria, contro le grandi corporations che, attraverso una neanche troppo occulta attività di lobbying, controllano la maggioranza di Senatori e Deputati al Congresso, con le conseguenze che si possono immaginare.

 

Tuttavia i risultati definitivi danno la misura di un nettissimo successo di Barack Obama che, col 53% contro il 46 del repubblicano McCain, il 20 gennaio sarà proclamato ufficialmente quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

Come si evince dai risultati finali dei 130 milioni (66% degli aventi diritto) di voti scrutinati, fuori dei due candidati - onnipresenti in ogni trasmissione, dibattito o telegiornale (fatte salve solo le tv pubbliche PBS e C-SPAN e la radio pubblica NPR, assai più equilibrate) - in questa tornata non ce n’è stato per nessuno. Basti pensare che in solo due Stati (Montana e Utah) i candidati “outsider” hanno superato complessivamente il 3%.

 

Ralph Nader, nonostante la mobilitazione genuina e spontanea che ha saputo catalizzare da febbraio a novembre (http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm) , non è andato oltre l’1%, pur essendo terzo e l’unico a superare tale soglia su base nazionale. Risultato, va detto onestamente, molto modesto. Presentandosi in 45 dei 50 Stati, ha ottenuto il risultato migliore in Maine 1,5%, North Dakota 1,3% e Arkansas 1,2%. La McKinney, presente solo su 1/3 delle schede elettorali, ha fatto di peggio. Certo, l’analisi dei crudi numeri deve tenere conto delle risorse economiche impari (il totale raggranellato da Nader equivale ad un giorno di fondi catturati da Obama e due da McCain) e del can-can mediatico concesso al candidato democratico, proprio sul terreno delle fasce sociali più deboli e su quello della middle-class molto informata che sono il bacino di riferimento di Nader.

 

Adesso, dobbiamo davvero augurarci che Barack Obama sia all’altezza delle aspettative che ha generato, perché deluderle sarebbe catastrofico non solo per il suo Paese ma per il mondo intero. L’occasione che Obama ha e, soprattutto, il grandi poteri costituzionalmente concessi al Presidente, gli offrono gli strumenti per cambiare la rotta di un pianeta alla deriva. Saprà e vorrà utilizzarli o rimarrà stritolato dalle corporations, inchiodato agli slogan e al colore della pelle? Speriamo bene.

LE ELEZIONI, IL FUTURO E I VERDI

di biodiversitaverde (17/06/2008 - 07:26)

27 marzo 2008
 
Il dibattito avviato da Claudio e poi ripreso da Fabio, Alessio, Mauro, Gianni e molti altri amici Verdi ci stimola ad intervenire.
La scelta di aderire alla coalizione "la Sinistra l'Arcobaleno" è stata, a nostro avviso, scelta di testa prima che di cuore.
La rassegnata razionalità di portare qualche contributo all'iniziativa politica che ha più chance di fare da contrappeso alla deriva "nullista" del Partito (sedicente) Democratico e del Partito della (sedicente) Libertà risponde certo ad una logica comprensibile ma desolata. Comprensibile soprattutto per la fallimentare classe dirigente nazionale dei Verdi, quale ultima opportunità di salvaguardare qualche strapuntino, che peraltro alla causa servirà a ben poco.
Tuttavia la bici - per ora - è questa, sempre meglio che andare col cappello in mano da qualche altra parte, come hanno fatto con poca fortuna alcuni esponenti del nostro movimento. Finendo a dare copertura all' "ambientalismo del fare"... Tav, inceneritori, autostrade, centri commerciali, etc etc.
Di sicuro, qualunque sarà il risultato elettorale, dopo saranno rogne per i Verdi. Se l'alleanza elettorale avrà riscontro positivo, ma ne dubitiamo, tenderà in via naturale a trasformarsi da coalizione in federazione e presto in partito, nel quale la quantità e - diremmo - la qualità della rappresentanza ecologista sarà modesta, mentre l'identità marxista gioco-forza predominante. Se viceversa "la Sinistra l'Arcobaleno" rappresenterà il 14 aprile meno del 9/10% degli italiani si innescherà una spinta centrifuga che spingerà qualcun'altro verso i soliti democratici (si fa per dire), altri ad intrupparsi sotto le bandiere rosse, altri ancora, forse, a coltivare l'idea, a nostro giudizio assennata, di rifondare le Liste Verdi con condizioni politiche apparentemente complicate, in realtà ottimali per recuperare una peculiarità unica nel panorama politico, soprattutto a livello locale. Ripartendo dalle piccole periferie per arrivare ai grandi centri. Dalla campagna alla città.
Come si dice: meglio soli che male accompagnati!
Una cosa è certa, le ragioni di un movimento ecologista, propugnatore di un nuovo modello sociale non più fondato sull'assioma artificiale dello sviluppo, della crescita, del P.i.l., ci sono oggi più ancora che negli anni '80 o '90. La coscienza ambientalista che si dice, ai giorni nostri, diffusa è spesso pelosa e ipocrita, da botte piena, moglie ubriaca e uva nella vigna. Fasulla.
Insomma, comunque sia, dal 14 aprile saranno rogne, ma chissà che all'orizzonte fra i nuvoloni non faccia capolino una spera di sole. 

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