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Quali interlocutori per i Verdi?

di biodiversitaverde (10/12/2008 - 12:28)

Uno scambio epistolare sul futuro dei Verdi.

 

 

 

Caro Mauro, quella che ci sottoponi mi sembra un'opportunità molto molto interessante. Sia per quanto concerne il contributo apportato dalla Rete dei Comitati “Territorialmente” (sono stato ad una loro assemblea a Fiesole e mi sono sembrati molto seri, onesti e costruttivi). Quindi sono d'accordo nello sviluppare con loro un rapporto politico di affinità, anche con un respiro più ampio delle sole elezioni europee.
Come ho detto altre volte penso che la divisione in tanti soggetti, più o meno piccoli, che si occupano di difesa del territorio e di buona amministrazione sia l'errore peggiore che tutti potremmo fare. Considerati anche gli interessi e i poteri che ci troviamo spesso a contrastare.
Ritengo che una volta preservata l'autonomia dei Verdi rispetto a ogni tentativo di svendita - tanto al Partito Democratico che a La Sinistra, soggetti verso i quali dovremmo mantenere sostanziale equi-distanza -, il passo successivo è quello di aprirci a realtà come quella del Prof. Asor Rosa, ma anche e soprattutto alle Liste Civiche a cinque stelle che Beppe Grillo lancerà proprio da Firenze il prossimo 31 gennaio, e perché no anche all'Italia dei Valori che, facendo della legalità il suo punto cardine, non può non intrecciarsi con le nostre battaglie (le vicende Castello e Novoli a Firenze docent...) e in Parlamento costituisce l'unica vera opposizione a Berlusconi.
Questi devono essere, a mio modesto avviso, i soggetti politici con i quali tessere una strategia politica comune, poiché sono i nostri più naturali e compatibili interlocutori. Tutto il resto può essere osservato con maggiore o minore simpatia, ma solo e soltanto in una logica di coalizione, niente più!
Si tratta di opinioni personali che pensavo giusto condividere con voi. Che ne pensate?
Andrea

 
-----Messaggio Originale-----
Da: "Mauro Romanelli"
A: ...
Data invio: giovedì 4 dicembre 2008 17.14
Oggetto: Contatto con i comitati di Asor Rosa

Care e cari,
sono stato ufficialmente contattato come Portavoce dei Verdi dai comitati di Asor Rosa per la difesa del territorio, che ci chiedono di esprimerci nel merito di una loro riflessione programmatica finalizzata alle elezioni amministrative ed europee del 2009.
Ve la giro, non avendola ancora letta, e vi chiedo commenti.
Vi giro anzi anche il loro messaggio di accompagnamento e la mia risposta.
Presto convocherò un esecutivo per discutere di questo e altri temi.
Saluti Verdi
Mauro Romanelli

****************************************************************

 

 

LE ELEZIONI, IL FUTURO E I VERDI

di biodiversitaverde (17/06/2008 - 07:26)

27 marzo 2008
 
Il dibattito avviato da Claudio e poi ripreso da Fabio, Alessio, Mauro, Gianni e molti altri amici Verdi ci stimola ad intervenire.
La scelta di aderire alla coalizione "la Sinistra l'Arcobaleno" è stata, a nostro avviso, scelta di testa prima che di cuore.
La rassegnata razionalità di portare qualche contributo all'iniziativa politica che ha più chance di fare da contrappeso alla deriva "nullista" del Partito (sedicente) Democratico e del Partito della (sedicente) Libertà risponde certo ad una logica comprensibile ma desolata. Comprensibile soprattutto per la fallimentare classe dirigente nazionale dei Verdi, quale ultima opportunità di salvaguardare qualche strapuntino, che peraltro alla causa servirà a ben poco.
Tuttavia la bici - per ora - è questa, sempre meglio che andare col cappello in mano da qualche altra parte, come hanno fatto con poca fortuna alcuni esponenti del nostro movimento. Finendo a dare copertura all' "ambientalismo del fare"... Tav, inceneritori, autostrade, centri commerciali, etc etc.
Di sicuro, qualunque sarà il risultato elettorale, dopo saranno rogne per i Verdi. Se l'alleanza elettorale avrà riscontro positivo, ma ne dubitiamo, tenderà in via naturale a trasformarsi da coalizione in federazione e presto in partito, nel quale la quantità e - diremmo - la qualità della rappresentanza ecologista sarà modesta, mentre l'identità marxista gioco-forza predominante. Se viceversa "la Sinistra l'Arcobaleno" rappresenterà il 14 aprile meno del 9/10% degli italiani si innescherà una spinta centrifuga che spingerà qualcun'altro verso i soliti democratici (si fa per dire), altri ad intrupparsi sotto le bandiere rosse, altri ancora, forse, a coltivare l'idea, a nostro giudizio assennata, di rifondare le Liste Verdi con condizioni politiche apparentemente complicate, in realtà ottimali per recuperare una peculiarità unica nel panorama politico, soprattutto a livello locale. Ripartendo dalle piccole periferie per arrivare ai grandi centri. Dalla campagna alla città.
Come si dice: meglio soli che male accompagnati!
Una cosa è certa, le ragioni di un movimento ecologista, propugnatore di un nuovo modello sociale non più fondato sull'assioma artificiale dello sviluppo, della crescita, del P.i.l., ci sono oggi più ancora che negli anni '80 o '90. La coscienza ambientalista che si dice, ai giorni nostri, diffusa è spesso pelosa e ipocrita, da botte piena, moglie ubriaca e uva nella vigna. Fasulla.
Insomma, comunque sia, dal 14 aprile saranno rogne, ma chissà che all'orizzonte fra i nuvoloni non faccia capolino una spera di sole. 

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Caro Mauro, quella che ci sottoponi mi sembra un'opportunità molto molto interessante. Sia per quanto concerne il contributo apportato dalla Rete dei Comitati “Territorialmente” (sono stato ad una loro assemblea a Fiesole e mi sono sembrati molto seri, onesti e costruttivi). Quindi sono d'accordo nello sviluppare con loro un rapporto politico di affinità, anche con un respiro più ampio delle sole elezioni europee.
Come ho detto altre volte penso che la divisione in tanti soggetti, più o meno piccoli, che si occupano di difesa del territorio e di buona amministrazione sia l'errore peggiore che tutti potremmo fare. Considerati anche gli interessi e i poteri che ci troviamo spesso a contrastare.
Ritengo che una volta preservata l'autonomia dei Verdi rispetto a ogni tentativo di svendita - tanto al Partito Democratico che a La Sinistra, soggetti verso i quali dovremmo mantenere sostanziale equi-distanza -, il passo successivo è quello di aprirci a realtà come quella del Prof. Asor Rosa, ma anche e soprattutto alle Liste Civiche a cinque stelle che Beppe Grillo lancerà proprio da Firenze il prossimo 31 gennaio, e perché no anche all'Italia dei Valori che, facendo della legalità il suo punto cardine, non può non intrecciarsi con le nostre battaglie (le vicende Castello e Novoli a Firenze docent...) e in Parlamento costituisce l'unica vera opposizione a Berlusconi.
Questi devono essere, a mio modesto avviso, i soggetti politici con i quali tessere una strategia politica comune, poiché sono i nostri più naturali e compatibili interlocutori. Tutto il resto può essere osservato con maggiore o minore simpatia, ma solo e soltanto in una logica di coalizione, niente più!
Si tratta di opinioni personali che pensavo giusto condividere con voi. Che ne pensate?
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Da: "Mauro Romanelli"
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Data invio: giovedì 4 dicembre 2008 17.14
Oggetto: Contatto con i comitati di Asor Rosa

Care e cari,
sono stato ufficialmente contattato come Portavoce dei Verdi dai comitati di Asor Rosa per la difesa del territorio, che ci chiedono di esprimerci nel merito di una loro riflessione programmatica finalizzata alle elezioni amministrative ed europee del 2009.
Ve la giro, non avendola ancora letta, e vi chiedo commenti.
Vi giro anzi anche il loro messaggio di accompagnamento e la mia risposta.
Presto convocherò un esecutivo per discutere di questo e altri temi.
Saluti Verdi
Mauro Romanelli

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LE ELEZIONI, IL FUTURO E I VERDI

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27 marzo 2008
 
Il dibattito avviato da Claudio e poi ripreso da Fabio, Alessio, Mauro, Gianni e molti altri amici Verdi ci stimola ad intervenire.
La scelta di aderire alla coalizione "la Sinistra l'Arcobaleno" è stata, a nostro avviso, scelta di testa prima che di cuore.
La rassegnata razionalità di portare qualche contributo all'iniziativa politica che ha più chance di fare da contrappeso alla deriva "nullista" del Partito (sedicente) Democratico e del Partito della (sedicente) Libertà risponde certo ad una logica comprensibile ma desolata. Comprensibile soprattutto per la fallimentare classe dirigente nazionale dei Verdi, quale ultima opportunità di salvaguardare qualche strapuntino, che peraltro alla causa servirà a ben poco.
Tuttavia la bici - per ora - è questa, sempre meglio che andare col cappello in mano da qualche altra parte, come hanno fatto con poca fortuna alcuni esponenti del nostro movimento. Finendo a dare copertura all' "ambientalismo del fare"... Tav, inceneritori, autostrade, centri commerciali, etc etc.
Di sicuro, qualunque sarà il risultato elettorale, dopo saranno rogne per i Verdi. Se l'alleanza elettorale avrà riscontro positivo, ma ne dubitiamo, tenderà in via naturale a trasformarsi da coalizione in federazione e presto in partito, nel quale la quantità e - diremmo - la qualità della rappresentanza ecologista sarà modesta, mentre l'identità marxista gioco-forza predominante. Se viceversa "la Sinistra l'Arcobaleno" rappresenterà il 14 aprile meno del 9/10% degli italiani si innescherà una spinta centrifuga che spingerà qualcun'altro verso i soliti democratici (si fa per dire), altri ad intrupparsi sotto le bandiere rosse, altri ancora, forse, a coltivare l'idea, a nostro giudizio assennata, di rifondare le Liste Verdi con condizioni politiche apparentemente complicate, in realtà ottimali per recuperare una peculiarità unica nel panorama politico, soprattutto a livello locale. Ripartendo dalle piccole periferie per arrivare ai grandi centri. Dalla campagna alla città.
Come si dice: meglio soli che male accompagnati!
Una cosa è certa, le ragioni di un movimento ecologista, propugnatore di un nuovo modello sociale non più fondato sull'assioma artificiale dello sviluppo, della crescita, del P.i.l., ci sono oggi più ancora che negli anni '80 o '90. La coscienza ambientalista che si dice, ai giorni nostri, diffusa è spesso pelosa e ipocrita, da botte piena, moglie ubriaca e uva nella vigna. Fasulla.
Insomma, comunque sia, dal 14 aprile saranno rogne, ma chissà che all'orizzonte fra i nuvoloni non faccia capolino una spera di sole. 

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