Ciao sono biodiversitaverde
Vedi il mio profilo


Aprile 2009

DLMMGVS
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag verdi

SINISTRA E LIBERTA', UN ERRORE BENEFICO

di biodiversitaverde (07/04/2009 - 13:49)

Alcuni amici ci hanno chiesto cosa ne pensassimo dei recenti sviluppi del quadro politico nazionale, in particolare della confluenza dei Verdi dentro "Sinistra e Libertà".
Senza tanti giri di parole, pensiamo che Sinistra e Libertà sia l'ennesimo, incomprensibile, stolido errore di un gruppo dirigente, quello dei Verdi, che oramai non ha più alcun progetto politico e campa alla giornata, preso da una frenesia accecante. Per salvare la poltrona di qualcuno... di essi.
Nessuno capisce quale senso abbia e quale scopo rappresenti quell'iniziativa politica, perché un elettore più moderato non dovrebbe votare il Partito Democratico che con Franceschini è assai più decoroso che con Veltrusconi, e perché uno più radicale non dovrebbe preferire l'Italia dei Valori o la riunificazione di Rifondazione-Pdci-Socialismo2000-Consumatori con Ferrero molto più serio e tosto dell'approssimativo Vendola (solito stile superficiale alla Pecoraro)?
Anche un bambino lo capirebbe, ma in Via Salandra - ormai impermeabili a qualunque stimolo della base - perseverano con la riedizione, in sedicesimo, della sfigatissima Sinistra Arcobaleno. Ma come si usa dire nella saggezza popolare: nulla viene mai per nuocere.
Dalla quasi certa scomparsa della delegazione dei Verdi italiani al Parlamento europeo, dopo quella nel Parlamento italiano, può scaturire una grande opportunità. Mettere in mora quel gruppo dirigente che da anni procura sconfitte e umiliazioni una dietro l'altra. Anche se forse, quando non c'è più "trippa per gatti", sarà la selezione darwiniana a risolvere il problema.
Dopodiché le persone più lungimiranti e disinteressate potranno rimboccarsi le maniche a avviare la ricostruzione del movimento degli ecologisti italiani, un movimento che deve costituire una vera alternativa culturale e programmatica ai partiti tradizionali, tanto di destra che di sinistra. Individuare una decina di battaglie-chiave (politica dei rifiuti incentrata sulla differenziata e non sugli inceneritori, no alle multiutility su acqua e energia, mobilità a bassa velocità e basso impatto, trasporti e sanità pubblici, stili di vita improntati alla sobrietà, legislazioni urbanistiche e ambientali molto rigorose, incremento del turismo sostenibile, difesa delle biodiversità e di ogni area verde, sostegno alla piccola imprenditoria agricola e artigiana, riduzione dell'orario di lavoro, eliminazione della Legge Biagi, estensione della democrazia partecipata o diretta, regimi fiscali anti "dumping" per merci provenienti da Paesi privi di tutele ambientali e sociali, iniziative di contrasto alla globalizzazione a partire dai mercati finanziari, etc etc).
Sui punti cardine cercare consenso principalmente fra i delusi della politica e alleanze a 360 gradi, anche se realisticamente sarà più probabile (ma non scontato) trovarle con forze di centro-sinistra.
I Verdi hanno un senso se sono e appaiono diversi dagli altri partiti,  altrimenti cade la loro stessa ragione sociale e vengono marginalizzati o pian piano scompaiono. Cosa che sta accadendo in Italia e noi si teme accadrà definitivamente a giugno. Non amiamo affatto fare quello che aspetta il cadavere in fondo al fiume, ma neppure la scimmia che non sente / non vede / non parla.
Si può perdere delle elezioni senza perdere l'anima e la faccia. Ecco perché - a nostro avviso - invece di affannarsi a elucubrare alchimie su come superare il fatidico 4%, avremmo dovuto semplicemente presentare agli italiani il nostro simbolo e le nostre idee, dando conto del bilancio dei nostri due bravi europarlamentari. Oppure tirarci fuori, proprio per non tirare giù il bandone logorati e sviliti. Lo capite che da un'altra Caporetto come quella della Sinistra Arcobaleno non ci si rialza più... E' stando fuori a testa alta dalle assemblee elettive che altri Verdi, in diversi Paesi, hanno saputo rigenerare la classe politica, mettere a fuoco gli obiettivi, recuperare credibilità e tornare davvero UTILI ALLA CAUSA.
Pertanto nessun anatema su Sinistra e Libertà, in attesa degli esiti del salutare errore!!!

BDV   Bio Diversità Verde

I VERDI E LE LISTE GRILLO

di biodiversitaverde (11/03/2009 - 09:31)

Abbiamo preso parte Domenica scorsa, l’8 marzo, alla sessione mattutina del I incontro nazionale delle Liste Civiche a 5 stelle promosse da Beppe Grillo. Diamo conto delle impressioni ricevute dal clima e dagli interventi ascoltati.
Intanto una nota numerica, il Saschall, ex Teatro Tenda, di Firenze era pieno
come un uovo. Dentro verosimilmente c'erano stipate circa tremila persone, fuori qualche centinaio ascoltavano da un altoparlante.
Ha introdotto Beppe presentando la "Carta di Firenze", dodici punti elaborati dai Meetup di tutta Italia in questi mesi. Ha incentrato il suo intervento sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ridotto potere decisionale delle assemblee elette a scapito degli esecutivi, tanto a livello nazionale che europeo. Di contro la speranza in un recupero di ruolo e forza per incidere veramente nelle dinamiche istituzionali non può che ripartire dal primo Ente a contatto con la comunità, ovvero i Municipi. Ecco perché tutti gli sforzi delle persone di buona volontà, animate dalla voglia di adoperarsi per cambiare registro, devono partire da lì, a cominciare dalle prossime elezioni amministrative di giugno. Eleggere cittadini che sappiano essere come la pulce di Trilussa, capace di ingrippare il meccanismo invalso.

Notevoli poi, per spessore e capacità di analisi, gli interventi di Maurizio Pallante (Movimento Decrescita Felice) sui Comuni e gli sprechi, quello dei Dott. Miserotti, Bolognini (di Pistoia) e Gentilini su salute-alimenti-inceneritori, di Marco Travaglio sulla legalità nelle Pubbliche Amministrazioni, del Prof. Petrella sugli acquedotti comunali, di Matteo Incerti su ecologia e riciclo, etc etc.
Insomma una tale quantità e qualità di idee, proposte, modelli da far sembrare quel teatro un'oasi rigogliosa nel deserto della politica italiana.

Una considerazione finale: ma molto di quello che abbiamo sentito ( e che ognuno può leggere su www.beppegrillo.it/listeciviche ) non è stato anche patrimonio delle Liste Verdi sin dalla metà degli anni ottanta? E oggi invece cosa fanno, dove sono finite? Chiunque sia sufficientemente disintossicato dalla politica con la "p" minuscola immaginerebbe che Liste Civiche e Verdi debbano unire gli sforzi per combattere assieme le medesime battaglie... a Firenze come a Bologna a Torino e ovunque in Italia. E' così o la partitocrazia peggiore, quella che divide o alletta, ha contagiato proprio tutti, incupendo anche il sole che un tempo rideva? Inveterati ottimisti continuiamo a sperare che la Politica riprenda la "P" maiuscola, anche grazie all'unione di intenti fra simili, a partire dai Verdi, dall’Italia dei Valori e dalle Liste Grillo!

APPELLO - Verdi da soli alle amministrative e alle europee

di biodiversitaverde (10/02/2009 - 10:40)

Salve amici, sotto trovate l'appello che abbiamo buttato giu' e rimaneggiato a piu' mani.

 

Nel caso lo condividiate potete firmarlo, farlo girare un po' nelle vs mailing-list, inserirlo nei siti e comunque avviare una mobilitazione dal basso.

 

 

APPELLO:

 

Il Consiglio federale nazionale di Sabato 7 e Domenica 8 febbraio 2009 si e' spaccato sulla decisione se rafforzare l'identita' ecologista dei Verdi con nuovo slancio ed efficacia continuando l'azione politica avviata oltre venti anni fa, oppure scioglierla in un costituendo contenitore di sinistra. Questa seconda proposta e' prevalsa con circa i due terzi degli aventi diritto al voto.

 

Tuttavia in queste ultime settimane molti iscritti, simpatizzanti o associazioni si sono dichiarati contrari alla definitiva liquidazione del piu' antico partito sopravvissuto all'attuale quadro politico italiano.

 

Adesso siamo ad una svolta, e ognuno di noi e' chiamato a rispondere alla propria coscienza: "mutarsi geneticamente o preservare l'originario gene".

 

Chi non ci sta, chi non vuole svendere il patrimonio ideale e poltico, di competenze, di energie e di tempo dedicato in questi anni alla "questione ambientale", di rilevanza planetaria, alle battaglie pacifiste e legalitarie, sottoscrive questo appello per chiedere di organizzare, al piu' presto, un incontro nazionale dei Verdi che vogliono contribuire a rafforzare, con una chiara e autonoma identita', una rinnovata politica ecologista in Italia e in Europa.

 

PER FIRMARE: http://www.firmiamo.it/perunarinascitaverde

 

 

 

P.S.  Chi vuole puo' iscriversi alla lista di discussione attivata sul tema (e restare cosi' in contatto), inviando una email al seguente indirizzo: biodiversitaverde-subscribe@googlegroups.com

 

Uno scatto d'orgoglio per i Verdi

di biodiversitaverde (30/01/2009 - 09:01)

Mentre la "dirigenza" dei Verdi, o almeno ciò che ne residua (Francescato in primis), dedica tutte le energie ad una nuova danza che la vede cercare come partner ieri Veltroni e oggi Vendola, senza che minimamente gli sfiori il rischio del ridicolo, anzi del patetico, in Italia e nel mondo succede di tutto.
Obama, che sta a Veltroni come il diamante sta al vetro, si insedia presidente degli Stati Uniti e, fra le primissime cose, lancia una campagna di cambiamento degli stili di vita americani in termini ecologisti.
Da domani a Davos (Svizzera) i potenti del pianeta si ritrovano a studiare i modi per riparare il giocattolo che da anni hanno realizzato. Contemporaneamente a Belem (Brasile) si ritrovano i delegati del Forum Sociale Mondiale per capire come sostituire il balocco di cui sopra, iniziare una riduzione del consumo delle risorse primarie ed una loro ripartizione più equa.
Ed infine nel nostro Paese le intercettazioni assurgono ad emergenza nazionale, dopo che qualcuno - di destra e di sinistra - ha intuito che l'opinione pubblica potrebbe venire a conoscenza di qualche porcheria inconfessabile. La valanga di richieste di Cassa integrazione o fallimento, sciocchezzuole!

Ma tant'è.
La "dirigenza" nazionale verde, invece, è tutta presa con i calcoli astratti se conviene di più fare il soprammobile in casa del Pd o in casa della Sinistra, non comprendendo che nell'un caso e nell'altro certifica la propria definitiva scomparsa, politica ed elettorale.
Non arrendiamoci, cari amici, non lasciamo che pochi nelle secrete stanze di Via Salandra, per malafede o dabbenaggine, cancellino un patrimonio di idee e di battaglie.
Organizziamoci affinché sia scongiurata l'ipotesi che sulle schede elettorali europee – e inevitabilmente amministrative - non ci sia più alcun riferimento ecologista puro (evitando anche le sfigatissime liste bicicletta o triciclo), oggi che ce ne sarebbe immenso bisogno fagocitati  dal fasullo ambientalismo "del fare" e dall'anacronistico marxismo di ritorno.

Bio Diversità Verde

Quali interlocutori per i Verdi?

di biodiversitaverde (10/12/2008 - 12:28)

Uno scambio epistolare sul futuro dei Verdi.

 

 

 

Caro Mauro, quella che ci sottoponi mi sembra un'opportunità molto molto interessante. Sia per quanto concerne il contributo apportato dalla Rete dei Comitati “Territorialmente” (sono stato ad una loro assemblea a Fiesole e mi sono sembrati molto seri, onesti e costruttivi). Quindi sono d'accordo nello sviluppare con loro un rapporto politico di affinità, anche con un respiro più ampio delle sole elezioni europee.
Come ho detto altre volte penso che la divisione in tanti soggetti, più o meno piccoli, che si occupano di difesa del territorio e di buona amministrazione sia l'errore peggiore che tutti potremmo fare. Considerati anche gli interessi e i poteri che ci troviamo spesso a contrastare.
Ritengo che una volta preservata l'autonomia dei Verdi rispetto a ogni tentativo di svendita - tanto al Partito Democratico che a La Sinistra, soggetti verso i quali dovremmo mantenere sostanziale equi-distanza -, il passo successivo è quello di aprirci a realtà come quella del Prof. Asor Rosa, ma anche e soprattutto alle Liste Civiche a cinque stelle che Beppe Grillo lancerà proprio da Firenze il prossimo 31 gennaio, e perché no anche all'Italia dei Valori che, facendo della legalità il suo punto cardine, non può non intrecciarsi con le nostre battaglie (le vicende Castello e Novoli a Firenze docent...) e in Parlamento costituisce l'unica vera opposizione a Berlusconi.
Questi devono essere, a mio modesto avviso, i soggetti politici con i quali tessere una strategia politica comune, poiché sono i nostri più naturali e compatibili interlocutori. Tutto il resto può essere osservato con maggiore o minore simpatia, ma solo e soltanto in una logica di coalizione, niente più!
Si tratta di opinioni personali che pensavo giusto condividere con voi. Che ne pensate?
Andrea

 
-----Messaggio Originale-----
Da: "Mauro Romanelli"
A: ...
Data invio: giovedì 4 dicembre 2008 17.14
Oggetto: Contatto con i comitati di Asor Rosa

Care e cari,
sono stato ufficialmente contattato come Portavoce dei Verdi dai comitati di Asor Rosa per la difesa del territorio, che ci chiedono di esprimerci nel merito di una loro riflessione programmatica finalizzata alle elezioni amministrative ed europee del 2009.
Ve la giro, non avendola ancora letta, e vi chiedo commenti.
Vi giro anzi anche il loro messaggio di accompagnamento e la mia risposta.
Presto convocherò un esecutivo per discutere di questo e altri temi.
Saluti Verdi
Mauro Romanelli

****************************************************************

 

 

RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI

di biodiversitaverde (25/11/2008 - 19:58)

BOLOGNA, 23 NOVEMBRE 2008: "PER USCIRE DALLA CRISI CON I VERDI IN EUROPA, NELLE CITTA', NEL PAESE"

MOZIONE DI COSTITUZIONE DEL COMITATO

"RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI"

(approvata all'unanimità)

Si costituisce oggi a Bologna il Comitato "Ricostruire Rilanciare e Aprire i Verdi" che si propone di riconquistare, per tutti i Verdi e per gli altri ecologisti che ai Verdi intendono avvicinarsi, spazio politico, credibilità, riconoscimento sociale e territoriale, autorevolezza, competenza, in netta discontinuità con il recente passato del partito. 

Il Comitato riafferma l'identità, il progetto politico dei Verdi e l'autonomia dalle altre forze politiche.

Il Comitato intende sviluppare proprie originali elaborazioni, analisi, proposte politiche, a partire dalla necessità di offrire risposte di breve, medio e lungo periodo alla crisi economica e occupazionale in atto, dalla quale non si può uscire aumentando i consumi di risorse, e di definire azioni a difesa dei diritti per costruire una società democratica e solidale. 

Il Comitato intende agire, nel contempo, per rinnovare profondamente il partito dei Verdi, agendo sugli strumenti organizzativi, regolamentari e statutari per superare in via definitiva la logica del "tesserificio" che per troppo tempo ha paralizzato, impoverito e umiliato il lavoro dei Verdi.

Il Comitato si dota di strumenti di comunicazione per supportare le realtà territoriali, per diffondere le proprie iniziative e le analisi di tutti i Verdi. 

Il Comitato è aperto e nasce costituito da almeno due rappresentanti per ogni regione.

 

Mozione sottoscritta da Verdi di:

Emilia Romagna

Marche

Trentino

Alto Adige

Lazio

Piemonte

Toscana

Lombardia

Informazioni:  biodiversitaverde@dada.net  info@qualcosadiverde.it

CON I VERDI IN EUROPA, NELLE CITTA', NEL PAESE: 23/11/08 a Bologna incontro nazionale

di biodiversitaverde (14/11/2008 - 13:09)

Cogliamo l'occasione per ringraziare gli oltre cinquanta amici Verdi che in vario modo (via email, via web, via fax e via telefono) hanno aderito al manifesto programmatico "BIODIVERSITA VERDE - DECRESCERE PER RISALIRE".

A loro in primo luogo, ma naturalmente anche a chiunque capiti di leggere questo messaggio, evidenziamo un'inziativa che ci sembra importantissima. Potete vederne i dati qua sotto. Ancora grazie!

 

Invito da far girare a indirizzi email, nei siti, nei blog.

 

-----------------------------------------------------------

 

 

PER USCIRE DALLA CRISI

CON I  VERDI

IN EUROPA  NELLE CITTA'  NEL PAESE

 

 

DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008

BOLOGNA

 

 

SALA SILENTIUM

QUARTIERE SAN VITALE

vicolo Bolognetti, 2

(dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale)

 

ORE 10 - 17

 

 

Economia, diritti, informazione

confronto aperto

per IL PROGETTO ECOLOGISTA

con molti "se" e molti "ma"

 

Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base di ingredienti biologici; 

il costo di un menù completo è tra i 10 e i 15 euro.

Chi intende usufruire del pranzo è pregato di comunicarlo via email a pamela.meier@alice.it

 

ELEZIONI USA: OBAMA, NADER E LA MCKINNEY

di biodiversitaverde (06/11/2008 - 23:58)

Intanto è opportuno precisare una cosa. Il Green Party americano sono sostanzialmente due partiti, uno dell'area orientale, tendenzialmente più filo democratico, ed uno dell'area occidentale più alternativo. Hanno persino due siti diversi e soprattutto organismi decisionali autonomi. In alcune elezioni sono stati compatti rispetto alle strategie elettorali, in altre no. Come in questa, dove Cinthya McKinney è stata candidata al termine di una rovente "convention" tenutasi il 13 luglio scorso a Chicago. La spaccatura è stata sul sostegno da dare o meno alla candidatura indipendente di Ralph Nader. I Greens orientali hanno prevalso e hanno lanciato nella mischia la McKinney. La restante parte dei Verdi ha fatto campagna elettorale per Nader, ovvero colui che più di chiunque altro da anni mette in dubbio la legittimità morale dei due partiti-moloch del sistema politico maggioritario Usa. La sua tesi, in estrema sintesi, è che - osservando anche i finanziatori del Republican Party e del Democratic Party - la presunta competizione e contrapposizione fra i due sia più apparenza che realtà. Da lì la sua lotta, spesso solitaria, contro le grandi corporations che, attraverso una neanche troppo occulta attività di lobbying, controllano la maggioranza di Senatori e Deputati al Congresso, con le conseguenze che si possono immaginare.

 

Tuttavia i risultati definitivi danno la misura di un nettissimo successo di Barack Obama che, col 53% contro il 46 del repubblicano McCain, il 20 gennaio sarà proclamato ufficialmente quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

Come si evince dai risultati finali dei 130 milioni (66% degli aventi diritto) di voti scrutinati, fuori dei due candidati - onnipresenti in ogni trasmissione, dibattito o telegiornale (fatte salve solo le tv pubbliche PBS e C-SPAN e la radio pubblica NPR, assai più equilibrate) - in questa tornata non ce n’è stato per nessuno. Basti pensare che in solo due Stati (Montana e Utah) i candidati “outsider” hanno superato complessivamente il 3%.

 

Ralph Nader, nonostante la mobilitazione genuina e spontanea che ha saputo catalizzare da febbraio a novembre (http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm) , non è andato oltre l’1%, pur essendo terzo e l’unico a superare tale soglia su base nazionale. Risultato, va detto onestamente, molto modesto. Presentandosi in 45 dei 50 Stati, ha ottenuto il risultato migliore in Maine 1,5%, North Dakota 1,3% e Arkansas 1,2%. La McKinney, presente solo su 1/3 delle schede elettorali, ha fatto di peggio. Certo, l’analisi dei crudi numeri deve tenere conto delle risorse economiche impari (il totale raggranellato da Nader equivale ad un giorno di fondi catturati da Obama e due da McCain) e del can-can mediatico concesso al candidato democratico, proprio sul terreno delle fasce sociali più deboli e su quello della middle-class molto informata che sono il bacino di riferimento di Nader.

 

Adesso, dobbiamo davvero augurarci che Barack Obama sia all’altezza delle aspettative che ha generato, perché deluderle sarebbe catastrofico non solo per il suo Paese ma per il mondo intero. L’occasione che Obama ha e, soprattutto, il grandi poteri costituzionalmente concessi al Presidente, gli offrono gli strumenti per cambiare la rotta di un pianeta alla deriva. Saprà e vorrà utilizzarli o rimarrà stritolato dalle corporations, inchiodato agli slogan e al colore della pelle? Speriamo bene.

I VERDI EUROPEI E LA LORO STORIA, SPUNTI DI RIFLESSIONE

di biodiversitaverde (02/09/2008 - 12:51)

Si riportano alcune note sulla storia e l’evoluzione dei movimenti verdi in Europa. Lo scopo è solo e soltanto quello di mettere in luce come la loro realtà sia quanto mai variegata e articolata, al pari dei loro successi e insuccessi.

Ognuno ne tragga le proprie considerazioni. Noi di “BioDiversitàVerde” riteniamo che il comun denominatore di queste vicende dimostra che un'autonomia di elaborazione e di collocazione politica dei Verdi, rispetto a tutto il restante quadro politico, paga sia in termini di consenso che di incisività.

 

 

In Francia Les Verts hanno vissuto il loro massimo fulgore nella seconda metà degli anni '80 quando ne divenne segretario Antoine Waechter sulla base di una piattaforma "terzista", ovvero né di destra né di sinistra. Alle elezioni europee del 1989 Les Verts ottennero il 10,7%. Nel 1994 la linea neutrale di Waechter fu battuta dalla componente di sinistra che elesse al suo posto Dominique Voynet. Tale decisione comportò la scissione di metà iscritti che dettero vita al "MEI" (Movimento degli Ecologisti Indipendenti), guidato dallo stesso Waechter e alternativo tanto a Les Verts (orientati a sinistra) che a Cap21 (orientato a destra). Il risultato fu un lento ma inesorabile declino dei due moviementi ambientalisti che li ha portati oggi al 3,3 e al 1,2%.

 

In Germania la genesi del partito ecologista è stata diversa. Nato a metà degli anni '70 contro la proliferazione del nucleare e lo sviluppo cementificatore delle città, patì anch'esso una scissione per cui l'anima più moderata dette vita nel 1982 all' "ODP" (Partito Democratico Ecologico), oggi radicato essenzialmente in Baviera. Die Grunen capeggiati da Joschka Fischer, dopo i successi del 1987 all'indomani dei fatti di Chernobyl e gli insuccessi del 1990, strinsero le loro forze col movimento Bundnis90 protagonista di battaglie democratiche nella ex Ddr. Nonostante il logoramento del governo in alleanza con la Spd (1998-2004), soprattutto per le laceranti divisioni sulla guerra in Kosovo e in Afghanistan, Die Grunen mantengono oggi ancora un solido 8,1%, sebbene - o grazie - all'opposizione dell'inciucione Cdu/Spd.

 

In Portogallo Os Verdes sono stati fondati solo nel 1987, costituiti prevalentemente da fuorusciti dai partiti della sinistra storica e in tale area politica sono sempre rimasti, un cono d'ombra che non li ha mai fatti smuovere da bassissime percentuali. Nel 1987 hanno ottenuto due parlamentari, eletti tuttavia in seno alla Concentrazione Democratica Unitaria col meccanismo del premio di coalizione. Sono poi spariti dal parlamento portoghese fino ad oggi, nonostante l'elleanza del 2004 col Partido Comunista che ottenne il 7,6% ma elesse tutti esponenti comunisti.

 

In Austria Die Grunen sono stati ufficilamente fondati nel 1986 dalla fusione di due precedenti partiti ecologisti: il conservatore Verdi uniti di Austria (VGO) e il progressista Lista alternativa di Austria (ALO). Sin dall'inizio hanno raccolto adesioni e consensi nelle grandi città e nella medio-piccola borghesia austriaca. Capaci di essere fortemente innovatori nella comunicazione politica e alternativi a tutte le forze tradizionali, non sono mai scesi sotto il 4%. Raggiungendo anche 9,7% nel 2002, circostanza che li mise al centro della politica viennese con l'invito da parte dei cattolici dell'OVP, vincitori delle elezioni, ad un governo di coalizione che marginalizzasse i neo-nazisti dell'FPO, offerta respinta per la contrarietà della componente di sinistra e di quella giovanile. L'OVP fece, conseguentemente, un governo con l'FPO. Però l'opposizione non è stata di nocumento, visto alle elezioni del 2006 Die Grunen hanno ottenuto il 10,5% e 20 deputati.

 

In Belgio vi è, da sempre, una naturale distinzione del quadro politico. Nelle Fiandre i Groen! sono nati nel 1981, col nome di Agalev, come connubio fra ecologisti cattolici e ecologisti socialisti. Nel 1999 ottennero un eccellente 7% che gli consentì di entrare nel governo del liberale Verhofstadt. Azione politica sanzionata dall'elettorato, nel successivo appuntamento elettorale del 2003, che li vide scendere addiritttura al 2,5% senza alcun eletto (nonostante l'apparentamento con altri partiti di sinistra). Nel 2007 sono risaliti al 4% conquistando di nuovo 4 seggi, accentuando connotati di sinistra ma evitando intese o unioni.

Nei territori francofoni, invece, nel 1980 nacque Ecolo (acronimo di Ecologisti confederati per l'organizzazione di lotte originali). Partiti col 2% sono cresciuti al 5% nel 1991 per arrivare al 7,4% del 1999. Anno - caratterizzato dagli scandali della diossina - in cui anch'essi fecero parte del governo Verhofstadt esprimendo il Ministro dei Trasporti. Molto più moderato dei Groen!, quando nel 2003 Ecolo approvò, in Assemblea generale, tesi molto radicali su tematiche civili, pagò nelle elezioni di qualche mese dopo un dimezzamento del proprio consenso, fermandosi al 3,1%. Nel 2007, riequilibrando l'impostazione programmatica e conservando la propria autonomia, son risaliti al 5,1%.

 

La Svizzera è uno dei Paesi antesignani nell’evoluzione della coscienza verde, come ben sappiamo. Già nei primi anni ’70 nacquero il Movimento popolare per l'ambiente e il Raggruppamento per l'ambiente del Vaud, ma fu solo nel 1983 che si costituirono, sotto forma di vero soggetto politico, la centrista Federazione dei Partiti Ecologisti di Svizzera (FPES) e l’Alternativa Verde Svizzera con marcate tendenze di sinistra. Qualche anno più tardi l’unificazione della FPES con alcuni partitini Verdi cantonali dette vita al PES (Partito Ecologista Svizzero). Sul finire degli anni ’80 i tentativi di procedere alla fusione di PES e Alternativa Verde naufragarono miseramente. Alle elezioni federali del 1991 il PES ottenne il 6,1% e molti esponenti di Alternativa Verde passano nelle sue fila; travaso che continuerà anche gli anni successivi lasciando AVS confinata al solo territorio tedescofono e portando il PES al 7,4% nel 2003 e, addirittura, al 9,6% delle ultime elezioni tenutesi nel 2007. Al Gruppo parlamentare del PES è iscritto anche l’unico deputato del Partito Cristiano Sociale (PCS).

O.D.G.: BIODIVERSITA' VERDE - DECRESCERE PER RISALIRE

di biodiversitaverde (23/06/2008 - 12:21)

Cari amici, assieme ad alcuni iscritti abbiamo buttato giù una bozza di Ordine del Giorno da presentare all’Assemblea provinciale dei Verdi di Firenze Sabato 28 giugno, convocata, come sapete, per discutere i documenti congressuali e votare (Domenica 6 luglio) i delegati all'Assemblea nazionale di Chianciano.

Il testo, che si spera abbiate la curiosità e la pazienza di leggere qua di seguito, non nasce né con secondi fini né con strategie machiavelliche, bensì come contributo di un gruppetto di aderenti di base che non rivestono incarichi particolari, ma che - in un momento così delicato per noi Verdi - non vogliono sottrarsi all’impegno e osservare inermi la crisi di tante speranze.

Chiunque può apportare il proprio contributo ai contenuti del testo, sottoscriverlo, oppure ancora comunicarci l'intenzione di presentarlo, in forma analoga, in altre Assemblee territoriali della Toscana o di qualunque Regione italiana.

Grazie.

 

ASSEMBLEA NAZIONALE (CHIANCIANO 18/20 LUGLIO 2008)

ORDINE DEL GIORNO CONGRESSUALE

“BIODIVERSITA’ VERDE - DECRESCERE PER RISALIRE”

 

Premessa

Il pianeta, inteso come sistema ambientale, ed il mondo, come sistema relazionale, sono molto diversi da quella primavera del 1985 che vide un manipolo di pionieri costituire le prime Liste Verdi.

Acqua sotto i ponti ne è passata tanta, fin troppa. Tanto che persino ai fiumi ne è rimasta poca.

Oggi le ragioni che spinsero quelle persone sensibili alla difesa del territorio, della sua flora e della sua fauna non sono certo venute meno, anzi sono forse ancora più stringenti.

Se i primi ecologisti non fossero stati osservati con stupore, talvolta persino con derisione, come dei Marziani, adesso non saremmo qua sommersi dai rifiuti, assediati dagli inceneritori, tra il cicaleccio del ritorno al nucleare, col petrolio che a fine anno raggiungerà i 200 Dollari al Barile, vedendo l’acqua (nuovo oro blu) passare in mano a Società per Azioni quotate in borsa, e se qualcuno non chiude anche il rubinetto dell’aria -come capita all’attore Ivano Marescotti in un surreale film- è solo perché quella delle nostre città fa talmente ribrezzo che nessuno si sognerebbe mai di appropriarsene.

In un contesto del genere, è evidente che alcuni paradigmi e strategie del passato diventano tristemente obsoleti.

Il calco pesante di questa epoca

Le direttrici di marcia proposte con lungimiranza già vent’anni fa appaiono oggi indispensabili ma non più sufficienti: fonti di energia «rinnovabile» o tecnologie ancor più sofisticate per poter avere uno «sviluppo sostenibile». Dobbiamo trovare il coraggio e la franchezza per guardarci negli occhi e ammettere che non può esistere alcun «sviluppo sostenibile». In letteratura si chiamerebbe ossimoro. Questo Sviluppo, così come è stato concepito dalla rivoluzione industriale in poi, è per definizione insostenibile. Ogni suo ulteriore incremento, comunque ottenuto, conduce ancor più velocemente alla rovina ecologica. È illusorio pensare di salvare la capra e i cavoli, lo Sviluppo ma anche l'ambiente, con il ricorso a fonti di energia «alternative». Qualsiasi fonte di energia usata in modo massivo è inquinante. Se al posto del petrolio e dei combustibili fossili si userà l'idrogeno, tanto caro al tecnologico Rifkin, si alleggerirà l'ecosistema in un punto ma lo si appesantirà comunque in qualche altro. Senza contare che la conversione di una fonte di energia in un'altra esige tutta una serie di adattamenti sistemici che non possono esser ottenuti che usando altra energia. Cosicché, se nel particolare si ottiene una riduzione dell'inquinamento da due a uno, a livello sistemico lo si quadruplica. E invece di risolvere il problema lo si aggrava. Basti pensare all’esempio delle moderne autovetture, hanno standard di inquinamento più bassi rispetto alle generazioni precedenti, eppure il problema dell’inquinamento dovuto alla produzione di CO2 e alle polveri sottili emesse dai motori a scoppio cresce esponenzialmente ovunque, aumentando di anno in anno -in ossequio al P.I.L.- il loro parco circolante, il loro uso e abuso.

«La tecnologia» ha detto una volta il filosofo della Scienza Rossi «per ogni problema che risolve ne apre altri dieci ancor più complessi con un effetto moltiplicatore».

Ci siamo dimenticati dell'entropia, della seconda legge della termodinamica che Carnot enuncia nel 1824 a proposito dei flussi di calore delle macchine a vapore e che nel 1860 il fisico tedesco Clausius estese alla produzione di tutte le forme di energia. Per non dire, molto prima, di Democrito.

Tutto ciò perché in Occidente (e da qualche anno anche in oriente) non ci si vuole, o non si può, rassegnare a una società in cui lo sviluppo, la produzione di beni, il consumo, l'economia, il Prodotto Interno Lordo, non siano in costante crescita.

E invece l'unica soluzione, se non vogliamo distruggere definitivamente l'ecosistema che ci ha dato e ci dà la vita, è la "Decrescita": dei consumi, della produzione, dell'economia. Noi dobbiamo ridurre drasticamente i nostri livelli di vita, anche perché il cosiddetto benessere -andando anche oltre la questione dell'inquinamento, che è solo la più immediatamente percepibile da chiunque- si è rivelato uno straordinario malessere esistenziale.

In altri tempi sono state guerre, pestilenze, o altre tragiche catastrofi a ripristinare, per eterogenesi dei fini, il ciclo della natura all'organizzazione umana. Per cui, come ad una estate di raccolta segue un autunno ed un inverno di riposo per preludere di nuovo ad una primavera di rigoglio, così veniva smorzata la concezione malata di uno “Sviluppo” come linea retta tendente all'infinito.

La battaglia politica, per chi ha in odio le guerre, massimamente quelle vigliacche moderne, è quella di coltivare la saggezza dell'uomo. Saggezza, se non più oramai istintuale almeno aiutata dai morsi della crisi economica galoppante, capace di indurre a stili di vita più sobri e, perché no, più gratificanti.

Dobbiamo lottare per affermare nelle condotte individuali e collettive il concetto di limite contro una “ùbris” (onnipotenza) dilagante -come ad esempio la scienza che si fa scientismo, cioè la più intollerante religione-, per affermare non solo i diritti inviolabili della persona ma ancor prima i doveri inderogabili verso la comunità.

Risultano essere, pertanto, logore le categorie di sinistra e destra figlie della medesima matrice positivista. Altro che Marx o Smith, è San Francesco il vero rivoluzionario d'oggi giorno!

I Verdi, un grande futuro dietro di noi

Dopo aver volato un po’ sopra il rasoterra quotidiano, planiamo verso le miserie contingenti del nostro movimento. Intanto, una precisazione nominale: movimento. I Verdi hanno percorso la parabola canonica che va dallo slancio spontaneistico, alla strutturazione movimentista infine alla involuzione partitica. Parabola, a dire il vero, abbastanza comune ad ogni soggetto politico.

Non intendiamo qua rammentare tutte le tappe di un percorso complicato, controverso, difficile e, in sintesi, paragonabile alla vita di un’ortensia, generosa ma fragile.

Ci limiteremo alle vicende più recenti. L'ultima dirigenza dei Verdi, e per tale intendiamo riferirci all'intero Esecutivo nazionale, conscio delle proprie incapacità nel non aver saputo far splendere il Sole che ride, ha deciso -senza voci ufficialmente contrarie- l'ultimo dilaniante suicidio: allearsi con spezzoni di sinistra allo sbando e dare vita ad un'alleanza raffazzonata e improvvisata, senza progetti né presupposti, senza forza né entusiasmo. Solo ed esclusivamente per salvare la pelle. La propria.

Una grande parte degli attivisti, di coloro che dedicano tempo ed energie senza avere né desiderare poltrone di sorta, ha espresso tanti dubbi, qualcuno se ne è andato (spesso più per interesse che per idealità), qualcun altro ha tirato i remi in barca (per desolazione), altri hanno dato il loro contributo (alcuni solo per lealtà, altri sicuramente con convinzione).

Il 14 aprile scorso una disfatta. Di quelle bocciature che di rado la politica italiana ha conosciuto. Epica. Dal 12% fantasticato al 3% ottenuto, i tre quarti dei votanti ha detto con vigore: state sbagliando tutto! Chi ancora non lo ha capito, o ha perduto completamente la lucidità politica o ha smarrito ogni senso della democrazia. Tertium non datur.

Dobbiamo perciò ripartire da quel 14 aprile, che ha visto anche l'altrettanto sonora batosta del progetto veltroniano di isolamento di un Pd che vuol farsi copia patetica del Pdl.

Occorre adesso recuperare la nostra autonomia rispetto ad ogni altra forza politica. Che non significa, ovviamente, presuntuosa autosufficienza, ma bensì fatica, radicamento, umiltà e orgoglio. Così come lottiamo contro gli organismi geneticamente modificati in natura, alla stessa stregua e con lo stesso vigore dobbiamo lottare contro gli accordi “geneticamente modificati” in politica. Essere eletti o stare nei governi non è un dogma, è uno strumento di azione molto importante ma efficace solo se utilizzato bene, concretamente, altrimenti persino controproducente, poiché assumi responsabilità e susciti aspettative alle quali non ti dimostri all'altezza, perdendo ogni credibilità.

Questa mozione politica vuole essere molto chiara e molto netta sulle prospettive future dei Verdi. Tanto che non useremo giri di parole o eufemismi, andando al cuore del problema.

Chi vi aderisce indica e rivendica questo percorso: rilanciare le Liste Verdi sul territorio, partendo dalle realtà comunali e coprendo ogni angolo pure il più recondito del Paese, articolandoci anche in orizzontale attraverso gruppi tematici, e infine nessuna fusione o confluenza con altri soggetti politici.

Prioritariamente deve essere avviato un confronto con quanto sta emergendo nella società volto a rigenerare la politica e individuare nuove piattaforme, primi fra tutti i "Meetup" di Beppe Grillo, i Circoli per la Decrescita di Maurizio Pallante, e la rete dei Comitati di Alberto Asor Rosa. La prospettiva è di far politica assieme, fornendo loro una sede di elaborazione consolidata, una cultura anche di governo, un momento di sintesi e, soprattutto, un’iniziativa di coordinamento. Altrettanto s'impone nei confronti del ricco e variegato mondo eco-ambientalista che non trova più, se mai l'ha davvero trovato, nei Verdi il naturale riferimento.

Viene altresì ribadita la necessità di un dialogo con il resto del quadro politico, con le forze della sinistra marxista (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) e riformista (Partito Democratico e Sinistra Democratica), ma anche con l'Italia dei Valori interprete della diffusa esigenza di legalità; tuttavia non soltanto con essi. Ragionare a 360°, occasione per occasione, luogo per luogo, ma sempre con la nostra dignità e specificità. Preservando e valorizzando la "biodiversità verde".

Se non potremo cambiare questo povero mondo, se non ce ne sarà data la forza per sventura o per colpa, almeno non sarà esso a cambiare noi, omologandoci al peggio.

 

PER CONTRIBUIRE A MIGLIORARE O SOTTOSCRIVERE QUESTO DOCUMENTO (OPPURE PER PROPORLO NELLA VOSTRA PROVINCIA D'ISCRIZIONE):

SCRIVETE IN 'COMMENTA' QUA SOTTO, OPPURE 

 

Email: biodiversitaverde@dada.net - Fax provv: 02/700417166

 

FIRME

Nome Cognome (Comune-Prov.)

... ... ...

Tag verdi
verdi - biodiversitaverde

Ciao sono biodiversitaverde
Vedi il mio profilo


Aprile 2009

DLMMGVS
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag verdi

SINISTRA E LIBERTA', UN ERRORE BENEFICO

di biodiversitaverde (07/04/2009 - 13:49)

Alcuni amici ci hanno chiesto cosa ne pensassimo dei recenti sviluppi del quadro politico nazionale, in particolare della confluenza dei Verdi dentro "Sinistra e Libertà".
Senza tanti giri di parole, pensiamo che Sinistra e Libertà sia l'ennesimo, incomprensibile, stolido errore di un gruppo dirigente, quello dei Verdi, che oramai non ha più alcun progetto politico e campa alla giornata, preso da una frenesia accecante. Per salvare la poltrona di qualcuno... di essi.
Nessuno capisce quale senso abbia e quale scopo rappresenti quell'iniziativa politica, perché un elettore più moderato non dovrebbe votare il Partito Democratico che con Franceschini è assai più decoroso che con Veltrusconi, e perché uno più radicale non dovrebbe preferire l'Italia dei Valori o la riunificazione di Rifondazione-Pdci-Socialismo2000-Consumatori con Ferrero molto più serio e tosto dell'approssimativo Vendola (solito stile superficiale alla Pecoraro)?
Anche un bambino lo capirebbe, ma in Via Salandra - ormai impermeabili a qualunque stimolo della base - perseverano con la riedizione, in sedicesimo, della sfigatissima Sinistra Arcobaleno. Ma come si usa dire nella saggezza popolare: nulla viene mai per nuocere.
Dalla quasi certa scomparsa della delegazione dei Verdi italiani al Parlamento europeo, dopo quella nel Parlamento italiano, può scaturire una grande opportunità. Mettere in mora quel gruppo dirigente che da anni procura sconfitte e umiliazioni una dietro l'altra. Anche se forse, quando non c'è più "trippa per gatti", sarà la selezione darwiniana a risolvere il problema.
Dopodiché le persone più lungimiranti e disinteressate potranno rimboccarsi le maniche a avviare la ricostruzione del movimento degli ecologisti italiani, un movimento che deve costituire una vera alternativa culturale e programmatica ai partiti tradizionali, tanto di destra che di sinistra. Individuare una decina di battaglie-chiave (politica dei rifiuti incentrata sulla differenziata e non sugli inceneritori, no alle multiutility su acqua e energia, mobilità a bassa velocità e basso impatto, trasporti e sanità pubblici, stili di vita improntati alla sobrietà, legislazioni urbanistiche e ambientali molto rigorose, incremento del turismo sostenibile, difesa delle biodiversità e di ogni area verde, sostegno alla piccola imprenditoria agricola e artigiana, riduzione dell'orario di lavoro, eliminazione della Legge Biagi, estensione della democrazia partecipata o diretta, regimi fiscali anti "dumping" per merci provenienti da Paesi privi di tutele ambientali e sociali, iniziative di contrasto alla globalizzazione a partire dai mercati finanziari, etc etc).
Sui punti cardine cercare consenso principalmente fra i delusi della politica e alleanze a 360 gradi, anche se realisticamente sarà più probabile (ma non scontato) trovarle con forze di centro-sinistra.
I Verdi hanno un senso se sono e appaiono diversi dagli altri partiti,  altrimenti cade la loro stessa ragione sociale e vengono marginalizzati o pian piano scompaiono. Cosa che sta accadendo in Italia e noi si teme accadrà definitivamente a giugno. Non amiamo affatto fare quello che aspetta il cadavere in fondo al fiume, ma neppure la scimmia che non sente / non vede / non parla.
Si può perdere delle elezioni senza perdere l'anima e la faccia. Ecco perché - a nostro avviso - invece di affannarsi a elucubrare alchimie su come superare il fatidico 4%, avremmo dovuto semplicemente presentare agli italiani il nostro simbolo e le nostre idee, dando conto del bilancio dei nostri due bravi europarlamentari. Oppure tirarci fuori, proprio per non tirare giù il bandone logorati e sviliti. Lo capite che da un'altra Caporetto come quella della Sinistra Arcobaleno non ci si rialza più... E' stando fuori a testa alta dalle assemblee elettive che altri Verdi, in diversi Paesi, hanno saputo rigenerare la classe politica, mettere a fuoco gli obiettivi, recuperare credibilità e tornare davvero UTILI ALLA CAUSA.
Pertanto nessun anatema su Sinistra e Libertà, in attesa degli esiti del salutare errore!!!

BDV   Bio Diversità Verde

I VERDI E LE LISTE GRILLO

di biodiversitaverde (11/03/2009 - 09:31)

Abbiamo preso parte Domenica scorsa, l’8 marzo, alla sessione mattutina del I incontro nazionale delle Liste Civiche a 5 stelle promosse da Beppe Grillo. Diamo conto delle impressioni ricevute dal clima e dagli interventi ascoltati.
Intanto una nota numerica, il Saschall, ex Teatro Tenda, di Firenze era pieno
come un uovo. Dentro verosimilmente c'erano stipate circa tremila persone, fuori qualche centinaio ascoltavano da un altoparlante.
Ha introdotto Beppe presentando la "Carta di Firenze", dodici punti elaborati dai Meetup di tutta Italia in questi mesi. Ha incentrato il suo intervento sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ridotto potere decisionale delle assemblee elette a scapito degli esecutivi, tanto a livello nazionale che europeo. Di contro la speranza in un recupero di ruolo e forza per incidere veramente nelle dinamiche istituzionali non può che ripartire dal primo Ente a contatto con la comunità, ovvero i Municipi. Ecco perché tutti gli sforzi delle persone di buona volontà, animate dalla voglia di adoperarsi per cambiare registro, devono partire da lì, a cominciare dalle prossime elezioni amministrative di giugno. Eleggere cittadini che sappiano essere come la pulce di Trilussa, capace di ingrippare il meccanismo invalso.

Notevoli poi, per spessore e capacità di analisi, gli interventi di Maurizio Pallante (Movimento Decrescita Felice) sui Comuni e gli sprechi, quello dei Dott. Miserotti, Bolognini (di Pistoia) e Gentilini su salute-alimenti-inceneritori, di Marco Travaglio sulla legalità nelle Pubbliche Amministrazioni, del Prof. Petrella sugli acquedotti comunali, di Matteo Incerti su ecologia e riciclo, etc etc.
Insomma una tale quantità e qualità di idee, proposte, modelli da far sembrare quel teatro un'oasi rigogliosa nel deserto della politica italiana.

Una considerazione finale: ma molto di quello che abbiamo sentito ( e che ognuno può leggere su www.beppegrillo.it/listeciviche ) non è stato anche patrimonio delle Liste Verdi sin dalla metà degli anni ottanta? E oggi invece cosa fanno, dove sono finite? Chiunque sia sufficientemente disintossicato dalla politica con la "p" minuscola immaginerebbe che Liste Civiche e Verdi debbano unire gli sforzi per combattere assieme le medesime battaglie... a Firenze come a Bologna a Torino e ovunque in Italia. E' così o la partitocrazia peggiore, quella che divide o alletta, ha contagiato proprio tutti, incupendo anche il sole che un tempo rideva? Inveterati ottimisti continuiamo a sperare che la Politica riprenda la "P" maiuscola, anche grazie all'unione di intenti fra simili, a partire dai Verdi, dall’Italia dei Valori e dalle Liste Grillo!

APPELLO - Verdi da soli alle amministrative e alle europee

di biodiversitaverde (10/02/2009 - 10:40)

Salve amici, sotto trovate l'appello che abbiamo buttato giu' e rimaneggiato a piu' mani.

 

Nel caso lo condividiate potete firmarlo, farlo girare un po' nelle vs mailing-list, inserirlo nei siti e comunque avviare una mobilitazione dal basso.

 

 

APPELLO:

 

Il Consiglio federale nazionale di Sabato 7 e Domenica 8 febbraio 2009 si e' spaccato sulla decisione se rafforzare l'identita' ecologista dei Verdi con nuovo slancio ed efficacia continuando l'azione politica avviata oltre venti anni fa, oppure scioglierla in un costituendo contenitore di sinistra. Questa seconda proposta e' prevalsa con circa i due terzi degli aventi diritto al voto.

 

Tuttavia in queste ultime settimane molti iscritti, simpatizzanti o associazioni si sono dichiarati contrari alla definitiva liquidazione del piu' antico partito sopravvissuto all'attuale quadro politico italiano.

 

Adesso siamo ad una svolta, e ognuno di noi e' chiamato a rispondere alla propria coscienza: "mutarsi geneticamente o preservare l'originario gene".

 

Chi non ci sta, chi non vuole svendere il patrimonio ideale e poltico, di competenze, di energie e di tempo dedicato in questi anni alla "questione ambientale", di rilevanza planetaria, alle battaglie pacifiste e legalitarie, sottoscrive questo appello per chiedere di organizzare, al piu' presto, un incontro nazionale dei Verdi che vogliono contribuire a rafforzare, con una chiara e autonoma identita', una rinnovata politica ecologista in Italia e in Europa.

 

PER FIRMARE: http://www.firmiamo.it/perunarinascitaverde

 

 

 

P.S.  Chi vuole puo' iscriversi alla lista di discussione attivata sul tema (e restare cosi' in contatto), inviando una email al seguente indirizzo: biodiversitaverde-subscribe@googlegroups.com

 

Uno scatto d'orgoglio per i Verdi

di biodiversitaverde (30/01/2009 - 09:01)

Mentre la "dirigenza" dei Verdi, o almeno ciò che ne residua (Francescato in primis), dedica tutte le energie ad una nuova danza che la vede cercare come partner ieri Veltroni e oggi Vendola, senza che minimamente gli sfiori il rischio del ridicolo, anzi del patetico, in Italia e nel mondo succede di tutto.
Obama, che sta a Veltroni come il diamante sta al vetro, si insedia presidente degli Stati Uniti e, fra le primissime cose, lancia una campagna di cambiamento degli stili di vita americani in termini ecologisti.
Da domani a Davos (Svizzera) i potenti del pianeta si ritrovano a studiare i modi per riparare il giocattolo che da anni hanno realizzato. Contemporaneamente a Belem (Brasile) si ritrovano i delegati del Forum Sociale Mondiale per capire come sostituire il balocco di cui sopra, iniziare una riduzione del consumo delle risorse primarie ed una loro ripartizione più equa.
Ed infine nel nostro Paese le intercettazioni assurgono ad emergenza nazionale, dopo che qualcuno - di destra e di sinistra - ha intuito che l'opinione pubblica potrebbe venire a conoscenza di qualche porcheria inconfessabile. La valanga di richieste di Cassa integrazione o fallimento, sciocchezzuole!

Ma tant'è.
La "dirigenza" nazionale verde, invece, è tutta presa con i calcoli astratti se conviene di più fare il soprammobile in casa del Pd o in casa della Sinistra, non comprendendo che nell'un caso e nell'altro certifica la propria definitiva scomparsa, politica ed elettorale.
Non arrendiamoci, cari amici, non lasciamo che pochi nelle secrete stanze di Via Salandra, per malafede o dabbenaggine, cancellino un patrimonio di idee e di battaglie.
Organizziamoci affinché sia scongiurata l'ipotesi che sulle schede elettorali europee – e inevitabilmente amministrative - non ci sia più alcun riferimento ecologista puro (evitando anche le sfigatissime liste bicicletta o triciclo), oggi che ce ne sarebbe immenso bisogno fagocitati  dal fasullo ambientalismo "del fare" e dall'anacronistico marxismo di ritorno.

Bio Diversità Verde

Quali interlocutori per i Verdi?

di biodiversitaverde (10/12/2008 - 12:28)

Uno scambio epistolare sul futuro dei Verdi.

 

 

 

Caro Mauro, quella che ci sottoponi mi sembra un'opportunità molto molto interessante. Sia per quanto concerne il contributo apportato dalla Rete dei Comitati “Territorialmente” (sono stato ad una loro assemblea a Fiesole e mi sono sembrati molto seri, onesti e costruttivi). Quindi sono d'accordo nello sviluppare con loro un rapporto politico di affinità, anche con un respiro più ampio delle sole elezioni europee.
Come ho detto altre volte penso che la divisione in tanti soggetti, più o meno piccoli, che si occupano di difesa del territorio e di buona amministrazione sia l'errore peggiore che tutti potremmo fare. Considerati anche gli interessi e i poteri che ci troviamo spesso a contrastare.
Ritengo che una volta preservata l'autonomia dei Verdi rispetto a ogni tentativo di svendita - tanto al Partito Democratico che a La Sinistra, soggetti verso i quali dovremmo mantenere sostanziale equi-distanza -, il passo successivo è quello di aprirci a realtà come quella del Prof. Asor Rosa, ma anche e soprattutto alle Liste Civiche a cinque stelle che Beppe Grillo lancerà proprio da Firenze il prossimo 31 gennaio, e perché no anche all'Italia dei Valori che, facendo della legalità il suo punto cardine, non può non intrecciarsi con le nostre battaglie (le vicende Castello e Novoli a Firenze docent...) e in Parlamento costituisce l'unica vera opposizione a Berlusconi.
Questi devono essere, a mio modesto avviso, i soggetti politici con i quali tessere una strategia politica comune, poiché sono i nostri più naturali e compatibili interlocutori. Tutto il resto può essere osservato con maggiore o minore simpatia, ma solo e soltanto in una logica di coalizione, niente più!
Si tratta di opinioni personali che pensavo giusto condividere con voi. Che ne pensate?
Andrea

 
-----Messaggio Originale-----
Da: "Mauro Romanelli"
A: ...
Data invio: giovedì 4 dicembre 2008 17.14
Oggetto: Contatto con i comitati di Asor Rosa

Care e cari,
sono stato ufficialmente contattato come Portavoce dei Verdi dai comitati di Asor Rosa per la difesa del territorio, che ci chiedono di esprimerci nel merito di una loro riflessione programmatica finalizzata alle elezioni amministrative ed europee del 2009.
Ve la giro, non avendola ancora letta, e vi chiedo commenti.
Vi giro anzi anche il loro messaggio di accompagnamento e la mia risposta.
Presto convocherò un esecutivo per discutere di questo e altri temi.
Saluti Verdi
Mauro Romanelli

****************************************************************

 

 

RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI

di biodiversitaverde (25/11/2008 - 19:58)

BOLOGNA, 23 NOVEMBRE 2008: "PER USCIRE DALLA CRISI CON I VERDI IN EUROPA, NELLE CITTA', NEL PAESE"

MOZIONE DI COSTITUZIONE DEL COMITATO

"RICOSTRUIRE, RILANCIARE E APRIRE I VERDI"

(approvata all'unanimità)

Si costituisce oggi a Bologna il Comitato "Ricostruire Rilanciare e Aprire i Verdi" che si propone di riconquistare, per tutti i Verdi e per gli altri ecologisti che ai Verdi intendono avvicinarsi, spazio politico, credibilità, riconoscimento sociale e territoriale, autorevolezza, competenza, in netta discontinuità con il recente passato del partito. 

Il Comitato riafferma l'identità, il progetto politico dei Verdi e l'autonomia dalle altre forze politiche.

Il Comitato intende sviluppare proprie originali elaborazioni, analisi, proposte politiche, a partire dalla necessità di offrire risposte di breve, medio e lungo periodo alla crisi economica e occupazionale in atto, dalla quale non si può uscire aumentando i consumi di risorse, e di definire azioni a difesa dei diritti per costruire una società democratica e solidale. 

Il Comitato intende agire, nel contempo, per rinnovare profondamente il partito dei Verdi, agendo sugli strumenti organizzativi, regolamentari e statutari per superare in via definitiva la logica del "tesserificio" che per troppo tempo ha paralizzato, impoverito e umiliato il lavoro dei Verdi.

Il Comitato si dota di strumenti di comunicazione per supportare le realtà territoriali, per diffondere le proprie iniziative e le analisi di tutti i Verdi. 

Il Comitato è aperto e nasce costituito da almeno due rappresentanti per ogni regione.

 

Mozione sottoscritta da Verdi di:

Emilia Romagna

Marche

Trentino

Alto Adige

Lazio

Piemonte

Toscana

Lombardia

Informazioni:  biodiversitaverde@dada.net  info@qualcosadiverde.it

CON I VERDI IN EUROPA, NELLE CITTA', NEL PAESE: 23/11/08 a Bologna incontro nazionale

di biodiversitaverde (14/11/2008 - 13:09)

Cogliamo l'occasione per ringraziare gli oltre cinquanta amici Verdi che in vario modo (via email, via web, via fax e via telefono) hanno aderito al manifesto programmatico "BIODIVERSITA VERDE - DECRESCERE PER RISALIRE".

A loro in primo luogo, ma naturalmente anche a chiunque capiti di leggere questo messaggio, evidenziamo un'inziativa che ci sembra importantissima. Potete vederne i dati qua sotto. Ancora grazie!

 

Invito da far girare a indirizzi email, nei siti, nei blog.

 

-----------------------------------------------------------

 

 

PER USCIRE DALLA CRISI

CON I  VERDI

IN EUROPA  NELLE CITTA'  NEL PAESE

 

 

DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008

BOLOGNA

 

 

SALA SILENTIUM

QUARTIERE SAN VITALE

vicolo Bolognetti, 2

(dalla stazione ferroviaria autobus n° 32 Porta San Vitale)

 

ORE 10 - 17

 

 

Economia, diritti, informazione

confronto aperto

per IL PROGETTO ECOLOGISTA

con molti "se" e molti "ma"

 

Alle ore 13/13,30 pranzo con piatti a base di ingredienti biologici; 

il costo di un menù completo è tra i 10 e i 15 euro.

Chi intende usufruire del pranzo è pregato di comunicarlo via email a pamela.meier@alice.it

 

ELEZIONI USA: OBAMA, NADER E LA MCKINNEY

di biodiversitaverde (06/11/2008 - 23:58)

Intanto è opportuno precisare una cosa. Il Green Party americano sono sostanzialmente due partiti, uno dell'area orientale, tendenzialmente più filo democratico, ed uno dell'area occidentale più alternativo. Hanno persino due siti diversi e soprattutto organismi decisionali autonomi. In alcune elezioni sono stati compatti rispetto alle strategie elettorali, in altre no. Come in questa, dove Cinthya McKinney è stata candidata al termine di una rovente "convention" tenutasi il 13 luglio scorso a Chicago. La spaccatura è stata sul sostegno da dare o meno alla candidatura indipendente di Ralph Nader. I Greens orientali hanno prevalso e hanno lanciato nella mischia la McKinney. La restante parte dei Verdi ha fatto campagna elettorale per Nader, ovvero colui che più di chiunque altro da anni mette in dubbio la legittimità morale dei due partiti-moloch del sistema politico maggioritario Usa. La sua tesi, in estrema sintesi, è che - osservando anche i finanziatori del Republican Party e del Democratic Party - la presunta competizione e contrapposizione fra i due sia più apparenza che realtà. Da lì la sua lotta, spesso solitaria, contro le grandi corporations che, attraverso una neanche troppo occulta attività di lobbying, controllano la maggioranza di Senatori e Deputati al Congresso, con le conseguenze che si possono immaginare.

 

Tuttavia i risultati definitivi danno la misura di un nettissimo successo di Barack Obama che, col 53% contro il 46 del repubblicano McCain, il 20 gennaio sarà proclamato ufficialmente quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

 

Come si evince dai risultati finali dei 130 milioni (66% degli aventi diritto) di voti scrutinati, fuori dei due candidati - onnipresenti in ogni trasmissione, dibattito o telegiornale (fatte salve solo le tv pubbliche PBS e C-SPAN e la radio pubblica NPR, assai più equilibrate) - in questa tornata non ce n’è stato per nessuno. Basti pensare che in solo due Stati (Montana e Utah) i candidati “outsider” hanno superato complessivamente il 3%.

 

Ralph Nader, nonostante la mobilitazione genuina e spontanea che ha saputo catalizzare da febbraio a novembre (http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm) , non è andato oltre l’1%, pur essendo terzo e l’unico a superare tale soglia su base nazionale. Risultato, va detto onestamente, molto modesto. Presentandosi in 45 dei 50 Stati, ha ottenuto il risultato migliore in Maine 1,5%, North Dakota 1,3% e Arkansas 1,2%. La McKinney, presente solo su 1/3 delle schede elettorali, ha fatto di peggio. Certo, l’analisi dei crudi numeri deve tenere conto delle risorse economiche impari (il totale raggranellato da Nader equivale ad un giorno di fondi catturati da Obama e due da McCain) e del can-can mediatico concesso al candidato democratico, proprio sul terreno delle fasce sociali più deboli e su quello della middle-class molto informata che sono il bacino di riferimento di Nader.

 

Adesso, dobbiamo davvero augurarci che Barack Obama sia all’altezza delle aspettative che ha generato, perché deluderle sarebbe catastrofico non solo per il suo Paese ma per il mondo intero. L’occasione che Obama ha e, soprattutto, il grandi poteri costituzionalmente concessi al Presidente, gli offrono gli strumenti per cambiare la rotta di un pianeta alla deriva. Saprà e vorrà utilizzarli o rimarrà stritolato dalle corporations, inchiodato agli slogan e al colore della pelle? Speriamo bene.

I VERDI EUROPEI E LA LORO STORIA, SPUNTI DI RIFLESSIONE

di biodiversitaverde (02/09/2008 - 12:51)

Si riportano alcune note sulla storia e l’evoluzione dei movimenti verdi in Europa. Lo scopo è solo e soltanto quello di mettere in luce come la loro realtà sia quanto mai variegata e articolata, al pari dei loro successi e insuccessi.

Ognuno ne tragga le proprie considerazioni. Noi di “BioDiversitàVerde” riteniamo che il comun denominatore di queste vicende dimostra che un'autonomia di elaborazione e di collocazione politica dei Verdi, rispetto a tutto il restante quadro politico, paga sia in termini di consenso che di incisività.

 

 

In Francia Les Verts hanno vissuto il loro massimo fulgore nella seconda metà degli anni '80 quando ne divenne segretario Antoine Waechter sulla base di una piattaforma "terzista", ovvero né di destra né di sinistra. Alle elezioni europee del 1989 Les Verts ottennero il 10,7%. Nel 1994 la linea neutrale di Waechter fu battuta dalla componente di sinistra che elesse al suo posto Dominique Voynet. Tale decisione comportò la scissione di metà iscritti che dettero vita al "MEI" (Movimento degli Ecologisti Indipendenti), guidato dallo stesso Waechter e alternativo tanto a Les Verts (orientati a sinistra) che a Cap21 (orientato a destra). Il risultato fu un lento ma inesorabile declino dei due moviementi ambientalisti che li ha portati oggi al 3,3 e al 1,2%.

 

In Germania la genesi del partito ecologista è stata diversa. Nato a metà degli anni '70 contro la proliferazione del nucleare e lo sviluppo cementificatore delle città, patì anch'esso una scissione per cui l'anima più moderata dette vita nel 1982 all' "ODP" (Partito Democratico Ecologico), oggi radicato essenzialmente in Baviera. Die Grunen capeggiati da Joschka Fischer, dopo i successi del 1987 all'indomani dei fatti di Chernobyl e gli insuccessi del 1990, strinsero le loro forze col movimento Bundnis90 protagonista di battaglie democratiche nella ex Ddr. Nonostante il logoramento del governo in alleanza con la Spd (1998-2004), soprattutto per le laceranti divisioni sulla guerra in Kosovo e in Afghanistan, Die Grunen mantengono oggi ancora un solido 8,1%, sebbene - o grazie - all'opposizione dell'inciucione Cdu/Spd.

 

In Portogallo Os Verdes sono stati fondati solo nel 1987, costituiti prevalentemente da fuorusciti dai partiti della sinistra storica e in tale area politica sono sempre rimasti, un cono d'ombra che non li ha mai fatti smuovere da bassissime percentuali. Nel 1987 hanno ottenuto due parlamentari, eletti tuttavia in seno alla Concentrazione Democratica Unitaria col meccanismo del premio di coalizione. Sono poi spariti dal parlamento portoghese fino ad oggi, nonostante l'elleanza del 2004 col Partido Comunista che ottenne il 7,6% ma elesse tutti esponenti comunisti.

 

In Austria Die Grunen sono stati ufficilamente fondati nel 1986 dalla fusione di due precedenti partiti ecologisti: il conservatore Verdi uniti di Austria (VGO) e il progressista Lista alternativa di Austria (ALO). Sin dall'inizio hanno raccolto adesioni e consensi nelle grandi città e nella medio-piccola borghesia austriaca. Capaci di essere fortemente innovatori nella comunicazione politica e alternativi a tutte le forze tradizionali, non sono mai scesi sotto il 4%. Raggiungendo anche 9,7% nel 2002, circostanza che li mise al centro della politica viennese con l'invito da parte dei cattolici dell'OVP, vincitori delle elezioni, ad un governo di coalizione che marginalizzasse i neo-nazisti dell'FPO, offerta respinta per la contrarietà della componente di sinistra e di quella giovanile. L'OVP fece, conseguentemente, un governo con l'FPO. Però l'opposizione non è stata di nocumento, visto alle elezioni del 2006 Die Grunen hanno ottenuto il 10,5% e 20 deputati.

 

In Belgio vi è, da sempre, una naturale distinzione del quadro politico. Nelle Fiandre i Groen! sono nati nel 1981, col nome di Agalev, come connubio fra ecologisti cattolici e ecologisti socialisti. Nel 1999 ottennero un eccellente 7% che gli consentì di entrare nel governo del liberale Verhofstadt. Azione politica sanzionata dall'elettorato, nel successivo appuntamento elettorale del 2003, che li vide scendere addiritttura al 2,5% senza alcun eletto (nonostante l'apparentamento con altri partiti di sinistra). Nel 2007 sono risaliti al 4% conquistando di nuovo 4 seggi, accentuando connotati di sinistra ma evitando intese o unioni.

Nei territori francofoni, invece, nel 1980 nacque Ecolo (acronimo di Ecologisti confederati per l'organizzazione di lotte originali). Partiti col 2% sono cresciuti al 5% nel 1991 per arrivare al 7,4% del 1999. Anno - caratterizzato dagli scandali della diossina - in cui anch'essi fecero parte del governo Verhofstadt esprimendo il Ministro dei Trasporti. Molto più moderato dei Groen!, quando nel 2003 Ecolo approvò, in Assemblea generale, tesi molto radicali su tematiche civili, pagò nelle elezioni di qualche mese dopo un dimezzamento del proprio consenso, fermandosi al 3,1%. Nel 2007, riequilibrando l'impostazione programmatica e conservando la propria autonomia, son risaliti al 5,1%.

 

La Svizzera è uno dei Paesi antesignani nell’evoluzione della coscienza verde, come ben sappiamo. Già nei primi anni ’70 nacquero il Movimento popolare per l'ambiente e il Raggruppamento per l'ambiente del Vaud, ma fu solo nel 1983 che si costituirono, sotto forma di vero soggetto politico, la centrista Federazione dei Partiti Ecologisti di Svizzera (FPES) e l’Alternativa Verde Svizzera con marcate tendenze di sinistra. Qualche anno più tardi l’unificazione della FPES con alcuni partitini Verdi cantonali dette vita al PES (Partito Ecologista Svizzero). Sul finire degli anni ’80 i tentativi di procedere alla fusione di PES e Alternativa Verde naufragarono miseramente. Alle elezioni federali del 1991 il PES ottenne il 6,1% e molti esponenti di Alternativa Verde passano nelle sue fila; travaso che continuerà anche gli anni successivi lasciando AVS confinata al solo territorio tedescofono e portando il PES al 7,4% nel 2003 e, addirittura, al 9,6% delle ultime elezioni tenutesi nel 2007. Al Gruppo parlamentare del PES è iscritto anche l’unico deputato del Partito Cristiano Sociale (PCS).

O.D.G.: BIODIVERSITA' VERDE - DECRESCERE PER RISALIRE

di biodiversitaverde (23/06/2008 - 12:21)

Cari amici, assieme ad alcuni iscritti abbiamo buttato giù una bozza di Ordine del Giorno da presentare all’Assemblea provinciale dei Verdi di Firenze Sabato 28 giugno, convocata, come sapete, per discutere i documenti congressuali e votare (Domenica 6 luglio) i delegati all'Assemblea nazionale di Chianciano.

Il testo, che si spera abbiate la curiosità e la pazienza di leggere qua di seguito, non nasce né con secondi fini né con strategie machiavelliche, bensì come contributo di un gruppetto di aderenti di base che non rivestono incarichi particolari, ma che - in un momento così delicato per noi Verdi - non vogliono sottrarsi all’impegno e osservare inermi la crisi di tante speranze.

Chiunque può apportare il proprio contributo ai contenuti del testo, sottoscriverlo, oppure ancora comunicarci l'intenzione di presentarlo, in forma analoga, in altre Assemblee territoriali della Toscana o di qualunque Regione italiana.

Grazie.

 

ASSEMBLEA NAZIONALE (CHIANCIANO 18/20 LUGLIO 2008)

ORDINE DEL GIORNO CONGRESSUALE

“BIODIVERSITA’ VERDE - DECRESCERE PER RISALIRE”

 

Premessa

Il pianeta, inteso come sistema ambientale, ed il mondo, come sistema relazionale, sono molto diversi da quella primavera del 1985 che vide un manipolo di pionieri costituire le prime Liste Verdi.

Acqua sotto i ponti ne è passata tanta, fin troppa. Tanto che persino ai fiumi ne è rimasta poca.

Oggi le ragioni che spinsero quelle persone sensibili alla difesa del territorio, della sua flora e della sua fauna non sono certo venute meno, anzi sono forse ancora più stringenti.

Se i primi ecologisti non fossero stati osservati con stupore, talvolta persino con derisione, come dei Marziani, adesso non saremmo qua sommersi dai rifiuti, assediati dagli inceneritori, tra il cicaleccio del ritorno al nucleare, col petrolio che a fine anno raggiungerà i 200 Dollari al Barile, vedendo l’acqua (nuovo oro blu) passare in mano a Società per Azioni quotate in borsa, e se qualcuno non chiude anche il rubinetto dell’aria -come capita all’attore Ivano Marescotti in un surreale film- è solo perché quella delle nostre città fa talmente ribrezzo che nessuno si sognerebbe mai di appropriarsene.

In un contesto del genere, è evidente che alcuni paradigmi e strategie del passato diventano tristemente obsoleti.

Il calco pesante di questa epoca

Le direttrici di marcia proposte con lungimiranza già vent’anni fa appaiono oggi indispensabili ma non più sufficienti: fonti di energia «rinnovabile» o tecnologie ancor più sofisticate per poter avere uno «sviluppo sostenibile». Dobbiamo trovare il coraggio e la franchezza per guardarci negli occhi e ammettere che non può esistere alcun «sviluppo sostenibile». In letteratura si chiamerebbe ossimoro. Questo Sviluppo, così come è stato concepito dalla rivoluzione industriale in poi, è per definizione insostenibile. Ogni suo ulteriore incremento, comunque ottenuto, conduce ancor più velocemente alla rovina ecologica. È illusorio pensare di salvare la capra e i cavoli, lo Sviluppo ma anche l'ambiente, con il ricorso a fonti di energia «alternative». Qualsiasi fonte di energia usata in modo massivo è inquinante. Se al posto del petrolio e dei combustibili fossili si userà l'idrogeno, tanto caro al tecnologico Rifkin, si alleggerirà l'ecosistema in un punto ma lo si appesantirà comunque in qualche altro. Senza contare che la conversione di una fonte di energia in un'altra esige tutta una serie di adattamenti sistemici che non possono esser ottenuti che usando altra energia. Cosicché, se nel particolare si ottiene una riduzione dell'inquinamento da due a uno, a livello sistemico lo si quadruplica. E invece di risolvere il problema lo si aggrava. Basti pensare all’esempio delle moderne autovetture, hanno standard di inquinamento più bassi rispetto alle generazioni precedenti, eppure il problema dell’inquinamento dovuto alla produzione di CO2 e alle polveri sottili emesse dai motori a scoppio cresce esponenzialmente ovunque, aumentando di anno in anno -in ossequio al P.I.L.- il loro parco circolante, il loro uso e abuso.

«La tecnologia» ha detto una volta il filosofo della Scienza Rossi «per ogni problema che risolve ne apre altri dieci ancor più complessi con un effetto moltiplicatore».

Ci siamo dimenticati dell'entropia, della seconda legge della termodinamica che Carnot enuncia nel 1824 a proposito dei flussi di calore delle macchine a vapore e che nel 1860 il fisico tedesco Clausius estese alla produzione di tutte le forme di energia. Per non dire, molto prima, di Democrito.

Tutto ciò perché in Occidente (e da qualche anno anche in oriente) non ci si vuole, o non si può, rassegnare a una società in cui lo sviluppo, la produzione di beni, il consumo, l'economia, il Prodotto Interno Lordo, non siano in costante crescita.

E invece l'unica soluzione, se non vogliamo distruggere definitivamente l'ecosistema che ci ha dato e ci dà la vita, è la "Decrescita": dei consumi, della produzione, dell'economia. Noi dobbiamo ridurre drasticamente i nostri livelli di vita, anche perché il cosiddetto benessere -andando anche oltre la questione dell'inquinamento, che è solo la più immediatamente percepibile da chiunque- si è rivelato uno straordinario malessere esistenziale.

In altri tempi sono state guerre, pestilenze, o altre tragiche catastrofi a ripristinare, per eterogenesi dei fini, il ciclo della natura all'organizzazione umana. Per cui, come ad una estate di raccolta segue un autunno ed un inverno di riposo per preludere di nuovo ad una primavera di rigoglio, così veniva smorzata la concezione malata di uno “Sviluppo” come linea retta tendente all'infinito.

La battaglia politica, per chi ha in odio le guerre, massimamente quelle vigliacche moderne, è quella di coltivare la saggezza dell'uomo. Saggezza, se non più oramai istintuale almeno aiutata dai morsi della crisi economica galoppante, capace di indurre a stili di vita più sobri e, perché no, più gratificanti.

Dobbiamo lottare per affermare nelle condotte individuali e collettive il concetto di limite contro una “ùbris” (onnipotenza) dilagante -come ad esempio la scienza che si fa scientismo, cioè la più intollerante religione-, per affermare non solo i diritti inviolabili della persona ma ancor prima i doveri inderogabili verso la comunità.

Risultano essere, pertanto, logore le categorie di sinistra e destra figlie della medesima matrice positivista. Altro che Marx o Smith, è San Francesco il vero rivoluzionario d'oggi giorno!

I Verdi, un grande futuro dietro di noi

Dopo aver volato un po’ sopra il rasoterra quotidiano, planiamo verso le miserie contingenti del nostro movimento. Intanto, una precisazione nominale: movimento. I Verdi hanno percorso la parabola canonica che va dallo slancio spontaneistico, alla strutturazione movimentista infine alla involuzione partitica. Parabola, a dire il vero, abbastanza comune ad ogni soggetto politico.

Non intendiamo qua rammentare tutte le tappe di un percorso complicato, controverso, difficile e, in sintesi, paragonabile alla vita di un’ortensia, generosa ma fragile.

Ci limiteremo alle vicende più recenti. L'ultima dirigenza dei Verdi, e per tale intendiamo riferirci all'intero Esecutivo nazionale, conscio delle proprie incapacità nel non aver saputo far splendere il Sole che ride, ha deciso -senza voci ufficialmente contrarie- l'ultimo dilaniante suicidio: allearsi con spezzoni di sinistra allo sbando e dare vita ad un'alleanza raffazzonata e improvvisata, senza progetti né presupposti, senza forza né entusiasmo. Solo ed esclusivamente per salvare la pelle. La propria.

Una grande parte degli attivisti, di coloro che dedicano tempo ed energie senza avere né desiderare poltrone di sorta, ha espresso tanti dubbi, qualcuno se ne è andato (spesso più per interesse che per idealità), qualcun altro ha tirato i remi in barca (per desolazione), altri hanno dato il loro contributo (alcuni solo per lealtà, altri sicuramente con convinzione).

Il 14 aprile scorso una disfatta. Di quelle bocciature che di rado la politica italiana ha conosciuto. Epica. Dal 12% fantasticato al 3% ottenuto, i tre quarti dei votanti ha detto con vigore: state sbagliando tutto! Chi ancora non lo ha capito, o ha perduto completamente la lucidità politica o ha smarrito ogni senso della democrazia. Tertium non datur.

Dobbiamo perciò ripartire da quel 14 aprile, che ha visto anche l'altrettanto sonora batosta del progetto veltroniano di isolamento di un Pd che vuol farsi copia patetica del Pdl.

Occorre adesso recuperare la nostra autonomia rispetto ad ogni altra forza politica. Che non significa, ovviamente, presuntuosa autosufficienza, ma bensì fatica, radicamento, umiltà e orgoglio. Così come lottiamo contro gli organismi geneticamente modificati in natura, alla stessa stregua e con lo stesso vigore dobbiamo lottare contro gli accordi “geneticamente modificati” in politica. Essere eletti o stare nei governi non è un dogma, è uno strumento di azione molto importante ma efficace solo se utilizzato bene, concretamente, altrimenti persino controproducente, poiché assumi responsabilità e susciti aspettative alle quali non ti dimostri all'altezza, perdendo ogni credibilità.

Questa mozione politica vuole essere molto chiara e molto netta sulle prospettive future dei Verdi. Tanto che non useremo giri di parole o eufemismi, andando al cuore del problema.

Chi vi aderisce indica e rivendica questo percorso: rilanciare le Liste Verdi sul territorio, partendo dalle realtà comunali e coprendo ogni angolo pure il più recondito del Paese, articolandoci anche in orizzontale attraverso gruppi tematici, e infine nessuna fusione o confluenza con altri soggetti politici.

Prioritariamente deve essere avviato un confronto con quanto sta emergendo nella società volto a rigenerare la politica e individuare nuove piattaforme, primi fra tutti i "Meetup" di Beppe Grillo, i Circoli per la Decrescita di Maurizio Pallante, e la rete dei Comitati di Alberto Asor Rosa. La prospettiva è di far politica assieme, fornendo loro una sede di elaborazione consolidata, una cultura anche di governo, un momento di sintesi e, soprattutto, un’iniziativa di coordinamento. Altrettanto s'impone nei confronti del ricco e variegato mondo eco-ambientalista che non trova più, se mai l'ha davvero trovato, nei Verdi il naturale riferimento.

Viene altresì ribadita la necessità di un dialogo con il resto del quadro politico, con le forze della sinistra marxista (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) e riformista (Partito Democratico e Sinistra Democratica), ma anche con l'Italia dei Valori interprete della diffusa esigenza di legalità; tuttavia non soltanto con essi. Ragionare a 360°, occasione per occasione, luogo per luogo, ma sempre con la nostra dignità e specificità. Preservando e valorizzando la "biodiversità verde".

Se non potremo cambiare questo povero mondo, se non ce ne sarà data la forza per sventura o per colpa, almeno non sarà esso a cambiare noi, omologandoci al peggio.

 

PER CONTRIBUIRE A MIGLIORARE O SOTTOSCRIVERE QUESTO DOCUMENTO (OPPURE PER PROPORLO NELLA VOSTRA PROVINCIA D'ISCRIZIONE):

SCRIVETE IN 'COMMENTA' QUA SOTTO, OPPURE 

 

Email: biodiversitaverde@dada.net - Fax provv: 02/700417166

 

FIRME

Nome Cognome (Comune-Prov.)

... ... ...

Tag verdi